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ITALICUM CAOS/ Boccia (Pd): Matteo, con le leggi "su misura" si perdono le elezioni

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Francesco Boccia con Massimo D'Alema (Infophoto)  Francesco Boccia con Massimo D'Alema (Infophoto)

E’ giusto discutere di riforme e trovare un accordo con Berlusconi e con tutti gli altri leader all’opposizione, inclusi gli stessi Salvini, Vendola e Grillo. Avere invece un unico interlocutore nell’opposizione è un fatto grave, soprattutto se quest’ultimo viene prima degli stessi interlocutori all’interno del partito. E in questo momento per Renzi il dialogo con Verdini è prioritario rispetto a quello con molti dirigenti del Pd. Questo è un errore non solo nella sostanza, ma anche nel metodo.

 

Il partito andava coinvolto maggiormente?

Una riforma così importante deve essere prima condivisa da tutto il Pd e poi sottoposta al consenso con gli altri gruppi. Tanto più che Sel, Lega e M5S voteranno contro, e quindi Renzi non può neanche sostenere di avere coinvolto le opposizioni. Dobbiamo chiederci se una legge elettorale così serve al Paese, e io credo che non risolva i problemi di credibilità della democrazia che l’Italia ha da quando il centrodestra volle il Porcellum.

 

La posta in gioco della battaglia sull’Italicum è anche la sopravvivenza stessa della sinistra del partito?

No. Personalmente mi ritengo un “apolide” e non ho motivo per credere che una legge elettorale possa tenere in vita o meno le correnti. In ogni caso se ci sono dei gruppi culturali che discutono di scelte strategiche per il Paese, sono un fatto positivo per lo stesso partito. Se invece ad alcuni piace il partito del padrone, con un signore che decide e tutto il resto assimilabile a una proprietà, questo non è il Pd e spero che non lo diventi mai. Se c’è un signore che nomina tutti i parlamentari poi siamo nelle sue mani, e non ci si deve lamentare se avremo una deriva autoritaria. Anche perché la storia dell’Italia insegna che chi ha imposto le leggi elettorali poi ha quasi sempre perso le elezioni.

 

Al di là dell’Italicum, che cosa si sta consumando nel Pd?

Siamo alla vigilia di scelte importanti, non solo per la legislatura ma anche per il futuro del Paese, e siccome il Pd non ha padroni la gente al suo interno discute e si confronta. Chi guida il partito ha la responsabilità di evitare che questa discussione porti alla deflagrazione. Chi ha dedicato una vita ai valori per le quali l’Ulivo si è trasformato in Pd, pretenderà fino in fondo il rispetto delle idee degli altri. Se dovesse venire meno questo rispetto si scriverà una bruttissima pagina della storia politica italiana.

 

Dopo la fuoriuscita di Cofferati si va verso la scissione?

Lo escludo, penso che sia sbagliato e non c’è nessuna motivazione che possa consentire a un militante del Pd di andare via. Il Pd è la casa di tutti e le battaglie vanno fatte dentro al partito.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
21/01/2015 - Boccia, sia coerente! (Luigi PATRINI)

Fuori le palle, rispettabile onorevole! Sia coerente con quel che dice e con le ragioni per cui ha votato Renzi. Io non ho questo problema, ma le dico che sarebbe ammirevole se anche lei, come spero faccia Gotor e gli altri che sono sulla sua linea, trarranno le conseguenze delle loro proposte. Siamo tutti stufi di un Parlamento di nominati dai padroni dei partiti! Probabilmente anch'io non voterò per il Parlamento la prossima volta. Colpa di chi sbaglia, ma anche di chi ...permette che chi sbaglia sbagli!