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MAL DI PANCIA/ Gelmini: l'Italicum? Non serve a nessuno...

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Mariastella Gelmini  Mariastella Gelmini

E’ un signore che non pensa solo al consenso di Forza Italia, bensì innanzitutto all’interesse del Paese. Se avesse guardato solo ai suoi interessi e al modo in cui il Pd lo ha trattato in questi anni, sicuramente il suo comportamento sarebbe stato diverso. In realtà ha dimostrato senso dello Stato e intelligenza politica. Berlusconi ha sacrificato se stesso per il bene del Paese, perché l’Italia non può rimanere nel pantano. Sicuramente l’opposizione che fa Forza Italia non è quella del “tanto peggio tanto meglio” dell’M5S.

 

Che cosa ne pensa dei capilista bloccati?

Chi fa l’elogio delle preferenze dimentica che al Nord le esprime solo il 15% dei cittadini, e quindi non si può dire che siano lo strumento per avvicinare la politica al territorio. O comunque non li avvicinano sempre in modo sano, tanto è vero che spesso le preferenze sono state fonte di corruttela. Per capirlo basta vedere quello che è successo negli ultimi anni. Personalmente non mi spaventano, ma penso che sia ipocrita fare sì che un partito non abbia la possibilità di selezionare comunque una classe dirigente e soprattutto di mantenere un’unità d’intenti sulla linea politica.

 

Sarà possibile fare una lista unica centrodestra-Lega nord?

Lo vedremo strada facendo. Ascoltando le parole di Maroni ci sono spiragli, ascoltando Salvini molti meno. Ognuno si prenderà le sue responsabilità davanti agli elettori. Certamente chi si assume la responsabilità di tenere il centrodestra diviso è di fatto il primo alleato di Renzi, in quanto gli consente di stare al governo del Paese per i prossimi dieci anni.

 

Una coabitazione forzata centrodestra-Lega nord in un’unica lista non rischia di indebolire entrambe?

Siamo in una fase in cui la coalizione di centrodestra scricchiola, e quindi si tratta di capire quale sia il percorso davanti a noi e quali sono progetti, contenuti, punti sui quali converge un’alleanza. Sulla base di quelli si fa o meno un percorso, non si può ribaltare il ragionamento. Oggi parlare di lista unica sembra avveniristico, perché ci sono distanze, tensioni e divergenze.

 

Con l’Italicum, Forza Italia sta rinunciando a vincere le prossime elezioni?

Oggi per vincere le elezioni non basta un cartello elettorale o una sommatoria delle sigle. Decisivo è avere un comune orizzonte politico, l'unità  programmatica tra partiti diversi. Quindi si riversano troppe speranze sulla legge elettorale, quando in realtà quest’ultima è soltanto uno strumento.

 

(Pietro Vernizzi)



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