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DIETRO LE QUINTE/ Belpietro: avremo il triumvirato Renzi, Amato, Berlusconi

Giuliano Amato Giuliano Amato

A meno di stravolgimenti, Renzi e Berlusconi hanno stretto un’intesa sul nome di Giuliano Amato e porteranno avanti la sua candidatura. Una parte del Pd voleva comunque Amato, il suo nome è sostenuto da tanti, piace allo stesso Cavaliere e non fa particolarmente ombra a Renzi. Amato è un costituzionalista e può vantare una certa esperienza, avendo fatto per due volte il presidente del consiglio.

 

Com’è il profilo di Amato sul piano internazionale?

Amato ha delle buone relazioni con gli Stati Uniti e con altri governi europei, tra cui la Francia, e tutto sommato può rappresentare il suo Paese sulla scena internazionale. Se non ci saranno incidenti di percorso ci troveremo Amato al Quirinale, Renzi a Palazzo Chigi e Berlusconi che cercherà di riottenere una piena riabilitazione politica cercando di trovare anche una sorta di pacificazione per questo Paese. Dal punto di vista del Cavaliere sarebbe quindi il massimo del risultato ottenibile.

 

Amato è una figura che unisce o che divide?

Le giro la domanda: secondo lei Napolitano è una figura che univa o che divideva? Al momento della sua elezione avrei detto che avrebbe diviso, perché era uno dei vecchi uomini del Pci, tra l’altro neanche di primo piano, e aveva persino applaudito all’invasione dell’Ungheria. Poi come si è visto, la figura che arriva a sedersi sulla poltrona del Quirinale è considerata il presidente degli italiani.

 

Con quali conseguenze?

Nonostante le sue scelte disastrose, tutto sommato il suo gradimento è sempre rimasto a livelli accettabili, cioè non è mai precipitato ai minimi storici. La gente ha quindi accettato Napolitano e si è anche dimenticata il suo passato. Penso che ora faranno la stessa cosa con Giuliano Amato. Gli italiani hanno la memoria corta e si dimenticano anche del fatto che nel 1992 Amato abbia messo loro le mani in tasca con un prelievo forzoso del 6 per mille.

 

Napolitano ha fatto dei passi verso il semi-presidenzialismo. Amato proseguirà in questa direzione?

Ricordiamoci che cambieranno le regole e che ci sarà una riforma costituzionale che attribuirà maggior potere al presidente del consiglio. Non ci sarà più il ping pong tra Camera e Senato, ed è quindi probabile che il ruolo del presidente della Repubblica sarà meno determinante di quanto sia stato negli ultimi 20 anni.

 

Quindi Amato non ricalcherà Napolitano?

Non credo proprio. Una stabilità politica legata a una base elettorale meno irritabile e meno in fibrillazione di quanto sia stata in questi anni, farà sì che il ruolo del presidente della Repubblica non sia più così determinante. Lo è stato in questi anni perché c’erano maggioranze fragili e molto divise. Se in futuro ci fosse una maggiore tenuta della maggioranza, non ci sarà più bisogno di un presidente che riempia tutti gli spazi.

 

(Pietro Vernizzi)

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