BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

QUIRINALE/ Mannino: ballottaggio Finocchiaro-Mattarella (con Muti)

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

A mio giudizio non piacerebbe ai renziani e alla metà dissidente di Forza Italia. Se piacesse a questi due avrebbe maggiori probabilità di farcela, perché Amato può contare su altre qualità rispetto a Mattarella e alla Finocchiaro. Ha un’esperienza politica e di governo e una dimensione più complessiva, istituzionale e politica. E’ una figura conosciuta, con relazioni personali a Washington, Londra e Berlino. Amato però è quello che allo stato attuale non coagula il consenso necessario.

 

La sinistra Pd alla fine potrebbe votare con Sel e transfughi dell’M5S, contro il candidato di Renzi e Berlusconi?

Se si va a una contrapposizione frontale, poi per l’esperienza che abbiamo avuto in passato spunterà un terzo presidente. In caso di rottura, quando si dovrà scegliere nella votazione segreta spunterà un Riccardo Muti. Nel pieno del contrasto e della dilacerazione, si può scegliere solo un presidente della Repubblica che sia fuori da ogni logica di schemi e schieramenti e dalla stessa politica, ma dentro al cuore del Paese.

 

Lei prima non ha citato Prodi perché lo esclude a priori?

Rispetto a Prodi avrebbe molte più possibilità di farcela Amato, che però come abbiamo detto non ce la farà mai.

 

Intende dire che Prodi è la figura che divide più di tutti?

Se guardiamo all’interno del Pd, Bersani lo ha rilanciato, ma D’Alema e Renzi no: siamo quindi lontanissimi. Prodi sarebbe un presidente della Repubblica che svelerebbe definitivamente la crisi istituzionale italiana. Il Professore perfezionerebbe cioè quel lavoro di lenta erosione della forma della presidenza della Repubblica che è stata esercitata dal novennato di Napolitano.

 

In che senso?

Alla fine Napolitano ha dimostrato due cose: che è venuto il tempo di una svolta istituzionale verso una Repubblica semi-presidenziale, e che è ora che il presidente della Repubblica sia eletto direttamente dagli italiani.

 

E cosa c’entra Prodi con tutto ciò?

Prodi sarebbe un presidente della Repubblica rappresentativo di una parte e non del tutto. L’esatto contrario di quanto previsto da questa Costituzione, secondo cui il capo dello Stato è un figura di garanzia. Napolitano ha esercitato questa funzione di garanzia e l’ha portata al limite, dimostrando di essere lui quello che faceva i governi. Se sarà coerente con se stesso, Prodi sarà quel presidente della Repubblica che invierà il messaggio alle Camere e al popolo italiano dicendo: “Sono stato eletto io perché l’Italia diventi una Repubblica semi-presidenziale”.

 

La politica italiana è pronta per una svolta semi-presidenziale?

Sarebbe auspicabile, ma purtroppo non è così, tanto è vero che Prodi non sarà eletto perché i partiti non vogliono questa svolta. La vorrebbe il popolo italiano, ma i partiti sono quanto di più distante vi sia dal popolo. Io che ho vissuto la crisi della Prima Repubblica credevo che quei partiti fossero lontani dalla gente, ma adesso mi accorgo che quelli attuali lo sono molto di più. Infatti non c’è più il Pd ma solo Renzi, e nel centrodestra è ancora peggio perché non ci sono né Forza Italia né Berlusconi.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
24/01/2015 - commento (francesco taddei)

per la serie che nulla cambi se no so guai! stessa magistratura politicizzata, stessa inquisizione fiscale, stesso stato monopolista. speriamo che un giorno la svizzera ci invada!