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QUIRINALE/ Berlusconi può (solo) limitare i "danni"

Per AGOSTINO GIOVAGNOLI, a parte suggerire dei nomi a lui graditi e pretendere che non se ne scelga uno sgradito, è difficile che il Cavaliere possa pretendere un nome secco da Renzi

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

“Una rosa segreta di nomi condivisa da Berlusconi e Renzi, che sarà sottoposta all’approvazione del Partito democratico”. E’ questo il metodo con cui sarà scelto il nuovo presidente della Repubblica secondo Agostino Giovagnoli, politologo e professore di Storia contemporanea nell’Università Cattolica del Sacro Cuore, secondo cui “a parte suggerire dei nomi a lui graditi e pretendere che non se ne scelga uno particolarmente sgradito, non credo che il Cavaliere possa pretendere di definire un nome secco insieme a Renzi”.

 

Come farà Renzi a trovare un nome che metta d’accordo sia la sinistra Pd sia Berlusconi?

L’abilità di Renzi consisterà nell’evitare questo tipo di scoglio. Non può fare un accordo con Berlusconi prima di una consultazione interna al suo partito, perché questo provocherebbe una lacerazione troppo profonda e troppo pericolosa per il Pd. Renzi starà attento però a fare delle proposte che sa già essere gradite a Berlusconi. La filosofia con cui si è mosso in questi mesi comprende questa esigenza di tenere Forza Italia dentro la costruzione del nostro sistema politico, di cui il presidente della Repubblica costituisce un passaggio fondamentale.

 

Renzi e Berlusconi hanno stretto un accordo segreto sul nome del presidente della Repubblica?

Più che sul nome c’è un accordo di sostanza sulle qualità del nuovo presidente, il che forse vuol dire un accordo sulla rosa di nomi. Berlusconi, facendo i nomi di Casini ed Amato, ha provato a giocare d’anticipo. Ma a parte suggerire dei nomi a lui graditi e pretendere che non se ne scelga uno a lui particolarmente sgradito, non credo che il Cavaliere possa pretendere di definire un nome secco insieme a Renzi.

 

Che cosa ne pensa delle candidature di Mattarella e della Finocchiaro?

Sono entrambi nomi validi anche se con un profilo diverso tra loro. Quello della Finocchiaro potrebbe andare più incontro a un’esigenza di cementare l’unità del Pd, recuperando un nome gradito alla minoranza o che comunque sia espressivo nei suoi confronti.

 

E Mattarella?