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QUIRINALE/ 1. Sansonetti: Renzi sceglierà un nuovo Pertini come Craxi nel '78

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Renzi non sta facendo delle vere consultazioni, perché se lo avesse fatto il nome sarebbe già uscito. Invece non è così, anzi proprio non si riesce a capire su chi punti il segretario-premier. La partita si gioca quando si comincia a votare, non prima, ed è meglio aspettare che l’arbitro fischi, altrimenti si arriva già stanchi e logorati. L’unica eccezione è quando c’è accordo tra tutti come nel caso di Cossiga e Ciampi.

 

Ma Renzi sa già quale nome vuole?

Secondo me non lo sa neanche lui. A lui importa vincere la partita, non chi sarà il nuovo presidente. Anche se a lui piacerebbe averne uno non troppo ingombrante, e Amato e Prodi non gli vanno tanto bene per questo motivo. Ma se poi per vincere dovesse fare i loro nomi li farà. Anche Craxi non voleva Pertini, ma poi vinse proprio grazie a lui. Del resto il mito di Renzi è proprio Craxi, e oggi con Amato può fare quello che accadde nel 1978 con Pertini.

 

Renzi rischia di fare la fine che fece Bersani nel 2013?

No, perché Bersani è sfortunato e Renzi è fortunato, e in politica il 50% è fortuna.

 

La fortuna a volte non gira?

Prima o poi anche la fortuna di Renzi finirà, ma non adesso: comunque Renzi non cadrà sul Quirinale. Troverà sicuramente il modo per uscirne, anche se non è escluso che questo possa comportare la scissione del Pd.

 

Renzi ieri è riuscito a convincere i parlamentari del Pd?

La forza di Renzi non sta nel convincere ma nel riuscire a ottenere ciò che vuole. Ci riuscirà anche stavolta, anche perché nessuno vuole le elezioni anticipate.

 

Alla fine Civati resterà solo?

Non è detto. Durante le votazioni può maturare una nuova rottura, con Renzi che elegge il presidente mentre un pezzo del Pd gli vota contro. Le scissioni comunque non le decidono i leader politici come avveniva una volta bensì i sondaggi: l’ultima parola sarà quella di Pagnoncelli.

 

In che senso?

Dovremo vedere anche quali effetti provocherà Tsipras in Italia, se susciterà un sommovimento di opinioni in grado di creare un’area di sinistra del 15-20%, allora la scissione ci sarebbe. A quel punto Renzi si troverebbe con un partito del 25%. Potrebbe esserci un “effetto Tsipras” anche nel voto per il Quirinale? Su questo non c’è dubbio, un effetto ci sarà sicuramente.

 

(Pietro Vernizzi)



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