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Politica

QUIRINALE/ La melina tra Renzi e Berlusconi "nasconde" il nome vero

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Renzi non vuole affatto il Vietnam, perché l’unico sconfitto sarebbe lui. Nel caso di una successione di votazioni infruttuose, alla fine sarebbe eletto un presidente da una maggioranza trasversale , e anche se fosse una persona a lui vicina, Renzi avrebbe dato l’impressione di non essere il “dominus” della situazione. Il suo interesse è capire se riuscirà o meno a fare blocco. I nomi più forti in questo momento sono Amato e Veltroni, ma non escludo anche ipotesi di altro genere come Casini. A 48 ore però le carte sono ancora coperte, sempre che Renzi e Berlusconi non ci stiano prendendo tutti in giro e abbiano già deciso il nome da tempo.

 

Nel frattempo Bersani quale partita sta giocando?

Il primo obiettivo di Bersani è mostrare di essere nella partita e non essere stato tagliato fuori dal Patto del Nazareno. Ha dato la sua disponibilità su Amato, e l’avrebbe anche su candidati che fossero espressione del Pd. Poi c’è anche una comprensibile partita personale, che è stata colta dall’M5S quando ha inserito Bersani nell’elenco delle Quirinarie. Non c’è dubbio che una parte della sinistra Pd pensa che poi il bandolo della matassa si possa trovare candidando l’ex segretario. Contro di lui tutto sommato Berlusconi non farebbe la guerra mondiale, e quindi Bersani si sente ancora in corsa.

 

Secondo lei alla fine Bersani potrebbe farcela?

Bersani potrebbe essere il nome che unisce il Pd, perché toglie alla sinistra interna qualunque argomento. Non è un nome che rafforza l’asse con Berlusconi, e sarebbe qualcosa che in qualche modo Renzi subisce. Questa sua tendenza alla “renzata”, cioè al colpo a effetto, con Bersani non ci sarebbe. Non so però se per il segretario-premier ci siano i margini per fare un colpo di teatro, perché i nomi dei candidati sono stati fatti tutti e non ci sono altre personalità “in riserva”.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
29/01/2015 - commento (francesco taddei)

quanti intrighi di palazzo e quanto (troppo) potere ai partiti. l'unica democrazia è eleggere i nostri rappresentanti. popolo italiano facciamo un referendum per eleggere direttamente il nostro presidente!