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QUIRINALE/ La melina tra Renzi e Berlusconi "nasconde" il nome vero

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

“Renzi e Berlusconi hanno due interessi molto divergenti, il primo vuole la segretezza per giocare la carta vincente, il secondo la pubblicità per non apparire prigioniero dei giochi del premier”. E’ la lettura di Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità ed ex deputato dei Ds, dopo che ieri è saltato il banco durante l’incontro tra i due leader che si sono visti per due ore per definire il successore di Napolitano. Qualcosa deve essere andato storto se Berlusconi ha fatto sapere ai grandi elettori di Forza Italia: “Non abbiamo ancora individuato un candidato. Saremo in consultazione permanente per arrivare a un nome per il Capo dello Stato che possa darci garanzie”. Per Caldarola però non è esclusa neanche l’altra ipotesi, e cioè che i due leader “ci stiano prendendo tutti in giro”.

 

Che cosa è successo ieri nell’incontro tra Renzi e Berlusconi?

La prima ipotesi è che i due abbiano già deciso e che la lungaggine della trattativa sia un modo per distogliere l’attenzione da una decisione già presa. L’altra ipotesi è che Renzi voglia mantenere le sue carte nascoste, mentre Berlusconi le vuole conoscere immediatamente. E’ probabile che ci sia anche un gioco di veti, cioè qualche candidato che non va a genio a Berlusconi, e si dice che uno di questi possa essere Mattarella.

 

E a Renzi chi non va a genio?

Qualcuno sostiene che possa esserci una resistenza di Renzi sul nome di Amato, sul quale confluirebbero Berlusconi, Alfano e la sinistra Pd. Si sta comunque cercando un candidato che, almeno dalla quarta votazione, possa essere eletto. Questo richiede una trattativa dura, soprattutto se Renzi ha deciso di eleggere il capo dello Stato con i voti di Berlusconi.

 

Renzi non riesce a capire chi piace a Berlusconi anche senza dirglielo prima?

Sono convinto che Berlusconi sia animato dal proposito di votare il candidato di Renzi. Ha però il problema di non fare la figura dell’ingenuo nei confronti della sua gente. Deve quindi poter dire: “Io partecipo con il mio voto all’elezione del presidente, ma ho anche preso parte alla sua scelta”. Renzi ha invece interesse ad arrivare alla vigilia della quarta votazione con il nome più coperto possibile, per impedire che sia impallinato dai giornali o dai gruppi politici.

 

Sono due interessi molto divergenti. Secondo lei una volta in aula si andrà verso il Vietnam?


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COMMENTI
29/01/2015 - commento (francesco taddei)

quanti intrighi di palazzo e quanto (troppo) potere ai partiti. l'unica democrazia è eleggere i nostri rappresentanti. popolo italiano facciamo un referendum per eleggere direttamente il nostro presidente!