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QUIRINARIE M5S/ Becchi: Prodi è stato imposto da Grillo per dividere il Pd

Pubblicazione:giovedì 29 gennaio 2015 - Ultimo aggiornamento:giovedì 29 gennaio 2015, 12.04

Romano Prodi (Infophoto) Romano Prodi (Infophoto)

Le due cose marciano insieme. Dividere i due contraenti del Patto del Nazareno e sostituirsi a Berlusconi può funzionare mettendo in discussione i rapporti interni al Pd. Se fra i dieci nomi si propone una figura come Bersani, ex segretario del Pd, e Prodi che è il fondatore dell’Ulivo, è abbastanza evidente che si sta cercando di dividere il partito di Renzi. O magari di creare un “Pd meno Erre”, per parafrasare l’espressione “Pd meno Elle” con cui qualche mese fa Grillo accusava l’allora partito di Bersani di essere la fotocopia di quello di Berlusconi. Solo che il “Pd meno Erre” (dove la Erre sta per Renzi) in realtà è il Movimento 5 Stelle.

 

Ma Prodi non è proprio il “padre” dell’euro?

Appunto. La candidatura di Prodi è molto contraddittoria per l’M5S che si proclama anti-euro, e che ha deciso di fare una campagna per un referendum che non ci sarà mai. Si è voluta creare l’illusione di un Movimento anti-euro, e poi si candida Prodi che è colui che ha introdotto l’euro e che ne è stato uno dei massimi sostenitori.

 

Che cosa ne pensa dei nove parlamentari che martedì hanno annunciato la fuoriuscita dall’M5S?

Ormai l’emorragia non è più fisiologica ma patologica. Quando il 20% dei deputati eletti lascia, incomincerei a pormi qualche problema sul funzionamento del partito in quanto tale. Grillo ha attuato una strategia molto forte e ormai i cinque del “direttorio” controllano tutti gli altri. Basta una parola di Di Maio o di Di Battista, e immediatamente la linea del vertice politico è più che rispettata.

 

A quale progetto è funzionale il “direttorio”?

Il “direttorio” va nella direzione di un partito molto chiuso e settario, che non ammette possibilità di discussione al suo interno, ma che rispetta rigorosamente una linea dettata dall’alto esercitata nella pratica appunto da Di Maio e Di Battista.

 

Per Gessica Rostellato, transfuga dell’M5S, ci sarebbero stati dei contatti tra fittiani e Movimento per un “Patto anti-Nazareno”. Lei che cosa ne pensa?

I nomi presentati per le Quirinarie seguono un’altra logica. Non so quale interesse possa avere Fitto su nomi come quelli di Bersani o Prodi. Nel Pd ci sono molti mal di pancia, e tenuto conto del voto segreto si potranno manifestare. L’unica possibilità per incidere però è con la candidatura di Prodi, che può creare uno scombussolamento nel Pd. Anche se credo che alla fine il Patto del Nazareno reggerà e che il nuovo presidente della Repubblica sarà scelto da Renzi e Berlusconi.

 

(Pietro Vernizzi)



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