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Politica

POST QUIRINALE/ Folli: così Mattarella rafforza Renzi (e il Nazareno)

Per STEFANO FOLLI, il fatto che Renzi si rafforzi imponendo Mattarella significa che poi sarà in grado di gestire sul piano parlamentare l’accordo con Berlusconi per le riforme

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La candidatura di Sergio Mattarella ricompatta il Pd e rafforza Renzi, consentendogli di continuare a gestire il Patto del Nazareno senza finire stretto dall’”abbraccio mortale” di Silvio Berlusconi. La scelta del segretario-premier di votare per l’ex ministro della Difesa del governo D’Alema ha ottenuto il placet di Bersani, il quale ha detto: “È una bella figura, in grado di garantire un po’ tutti, spero che anche Berlusconi e Forza Italia non perdano l'occasione”. Di ben altro avviso il leader di Forza Italia, che all’assemblea dei grandi elettori del suo partito ha osservato: “Abbiamo evitato i segretari del Pd ma non c’è un nome condiviso, vediamo se hanno i voti per eleggerlo da soli, noi votiamo scheda bianca”. Ma anche Sacconi di NCD non si è mostrato entusiasta: “La candidatura di Mattarella nasce sotto i peggiori auspici, con una rottura della maggioranza istituzionale, alla quale Renzi preferisce la ricomposizione della sinistra, compresa la parte estrema, cioè Sel”. Ne abbiamo parlato con Stefano Folli, editorialista di Repubblica.

Quali conseguenze avrà la scelta di Mattarella per il Patto del Nazareno e il governo?

L’elezione del presidente della Repubblica non ha mai avuto conseguenze sul governo. Sul piano dei rapporti politici è un altro discorso, perché effettivamente l’elezione di Mattarella, se ci sarà, comporta una certa ferita al Patto del Nazareno. L’errore sta però nel fatto di vedere il Patto del Nazareno come una camicia di forza.

Secondo lei il Patto del Nazareno non valeva per il Quirinale?

Si tratta di un accordo politico parlamentare che serve per fare alcune cose, non necessariamente per eleggere il presidente della Repubblica. Io non ho mai creduto all’accordo tra Renzi e Berlusconi come a una sorta di ingessatura. E’ un accordo pragmatico, che funziona in alcuni casi e in altri no. E’ pur vero che quando c’è uno strappo ci sono dei risentimenti. Anche se i consiglieri più avveduti di Berlusconi gli daranno il consiglio di mantenere i rapporti con Renzi, che rimane comunque l’interlocutore preferibile. Si tratta di uscire da questa vicenda con pragmatismo.

Dopo l’approvazione dell’Italicum, Renzi strappa con Berlusconi perché vuole andare a elezioni anticipate?

In questo momento le elezioni anticipate non sono all’ordine del giorno. Il problema di Renzi è che se si fosse messo nelle braccia di Berlusconi per il Quirinale avrebbe perso il suo partito. Oppure poteva avere un presidente della Repubblica di grande prestigio come Amato, ma nella complessa geopolitica degli equilibri diventava un presidente scelto da Berlusconi e subìto dal Pd.

Con quali conseguenze per il partito di Renzi?

Sul nome di Amato il Partito Democratico si sarebbe spaccato. E’ questa la vera questione di fondo. Amato è al di sopra di tutti gli altri candidati, una figura con relazioni internazionali e competenza istituzionale straordinaria. La formula però con cui veniva avanti la sua candidatura rischiava di essere pagata da Renzi con un grave indebolimento.

Il Patto del Nazareno è morto e sepolto?


COMMENTI
31/01/2015 - C'è poco da dire (Ivio Nicola Marongiu)

Forza Renzie!! Ormai il vecchio bolzo è fritto e rifritto insieme alla sua ciurma e l'Italia è sua. Ne faccia ciò che vuole il capitalismo finanziario, finchè dura la sua crisi. Ma attento, sembra che il tempo stia cambiando e che tra poco non avremo più bisogno del nasino fiorentino. Tsipras è il segno che la crisi è già passata nel suo punto estremo e che si possa riprendere a spendere come al bel tempo del welfare.