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RETROSCENA/ Un senatore Pd: il piano di Renzi? Mattarella, la fine di Silvio e le elezioni

Pubblicazione:venerdì 30 gennaio 2015 - Ultimo aggiornamento:venerdì 30 gennaio 2015, 20.44

Le votazioni per il nuovo capo dello Stato (Infophoto) Le votazioni per il nuovo capo dello Stato (Infophoto)

E' il capolavoro politico di Matteo Renzi. Con un cinismo impensabile alla vigilia, il premier ha fatto intendere a Berlusconi che il Nazareno fosse più importante del Pd, mentre all'ultimo ha fatto esattamente l'opposto: ha usato Sergio Mattarella, un candidato al quale nessuno a sinistra poteva dire di no (Vendola compreso), per unire il partito e mettere l'ex Cavaliere con le spalle al muro. Forza Italia è disorientata, tra le sue file prevale lo scoramento (ieri pomeriggio perfino un fedelissimo di stretta osservanza berlusconiana, al telefono, si lasciava sfuggire un "non contiamo più nulla"). Ma non è finita qui, perché Renzi si sta spingendo oltre, molto oltre. La conferma viene da un senatore del Partito democratico che ha parlato con il sussidiario all'unica condizione di rimanere anonimo.

Senatore, Berlusconi grida al tradimento, Renzi tira dritto con Mattarella. i giochi sembrano fatti. Che cos'è accaduto?
Renzi finalmente ha fatto prevalere le ragioni della ditta. Ha avuto più paura di far andare in pezzi il Pd piuttosto che di logorare e forse anche far saltare il rapporto con Berlusconi. Alla buon'ora.

Dunque ha fatto bene i conti, è convinto di spuntarla.
Forse non vi siete accorti di due fatti molto importanti. Uno sono i due incontri avvenuti ieri e l'altro ieri, con i fuoriusciti di 5 Stelle. L'altro, è che Renzi ha ottenuto da Berlusconi quello che voleva.

Intende dire il sì all'Italicum?
Quello. E ora siamo autosufficienti.

Davvero il rischio che il Pd andasse in pezzi era reale?
Lo era. Ma Renzi ha stupito innanzitutto la minoranza, rendendola marginale ma fedele. E ha tenuto unito il partito. Con un nome al quale nessuno, tranne Pippo Civati e i suoi, ha potuto dire di no.

Insomma l'ingenuità di Berlusconi è stata quella di supporre che Renzi preferisse lui al suo partito.
Adesso posso dire che è stato così. Guardi, anch'io credevo che il Nazareno fosse più forte… Renzi probabilmente ha rassicurato Berlusconi, quest'ultimo non deve esserselo sognato se ora grida al tradimento del Nazareno. 

Vada avanti.
Ha pensato, dopo aver fatto votare ai suoi in Senato una legge elettorale che a Forza Italia non piace, soprattutto per il premio alla lista, di essere autorizzato a passare all'incasso. Di poter partecipare a una designazione per il Quirinale fatta a quattro mani, se non proprio di suo gradimento. Adesso, finalmente, il conto torna.

Quale conto, scusi?
Il fatto è che qualche segnale, come i sassolini di Hansel e Gretel, era stato seminato, mettiamola così.

Per esempio?
Quello che hanno detto Zanda e il ministro Boschi all'approvazione dell'Italicum in Senato martedì: la maggioranza è autosufficiente. In realtà, non lo era, o meglio lo era solo facendo un artificio aritmetico e calcolando i voti presenti in aula. Perché i 51 voti venuti da Forza Italia e da Gal sono stati fondamentali per arrivare a 184. Senza quei voti la maggioranza era 130… molto sotto la maggioranza assoluta.

Berlusconi può ancora tirare fuori un coniglio dal cappello? 


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COMMENTI
30/01/2015 - senatore (matteo parmigiani)

Sen. Mirabelli? Se è quello della foto sì.

 
30/01/2015 - I veri vincitori (Giorgio Israel)

L’anonimo non la canta giusta oppure appartiene a quella categoria dei più grandi sconfitti (oltre al centro destra): ovvero la sinistra post-comunista del PD che lo considerava come la sua “ditta” e non si rende conto della botta che ha preso. Tsipras? Ma scherziamo? La vecchia sinistra democristiana ha deposto le uova nell’ex-PCI, se lo è fagocitato tutto (come in quel classico film di fantascienza sui “baccelloni”) e ha realizzato il capolavoro di far rinascere la DC del ventunesimo secolo.

 
30/01/2015 - commento (francesco taddei)

napolitano è stato un gran pessimo presidente. mi auguro che mattarella faccia ciò che comanda renzi, visto che per fare le riforme (tagli al fisco, alla p.a. rivoluzione del mercato del lavoro e privatizzazioni dei servizi locali) ci serve il consenso del capo dello stato. e che napolitano ha sempre negato. occhio perché renzi (e quelli che lo appoggiano, che non sono in parlamento, vedi de benedetti) ha una visione ben poco di sinistra, come dimostra l'impoverimento dei salari nei nuovi contratti(una mossa non proprio di sinistra), di cui il nostro anonimo tace spudoratamente, mostrando così che si dice di sinistra solo per convenienza.

 
30/01/2015 - Un Presidente di tutti (volente o nolente) (Giuseppe Crippa)

Se è vero quanto afferma l’anonimo senatore PD, cioè che un presidente eletto col minimo dei voti può essere un buon presidente, quanto più lo può essere un presidente eletto con una grande maggioranza? Berlusconi alla quarta votazione dovrebbe chiedere ai suoi di votare Mattarella in nome di questo valore lasciando intendere però di aver negoziato contropartite da parte di Renzi. Otterrebbe in un colpo solo il risultato di assestare “un calcetto” a Renzi, di depotenziare i voti bersaniani, di rendere irrilevanti eventuali contributi dei 5 Stelle e soprattutto di nascondere con un intervento cosmetico – che peraltro è una sua specialità - la crisi del suo partito.