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SERGIO MATTARELLA/ Ritratto inedito del (forse) Presidente della Repubblica

Pubblicazione:venerdì 30 gennaio 2015

Sergio Mattarella (Foto: Infophoto) Sergio Mattarella (Foto: Infophoto)

Anch’egli nella Dc, come il padre e il fratello, ha appreso nelle fila dei morotei e della sinistra democristiana l’arte nobile di una politica con spessore culturale. Ma è diventato parlamentare per la prima volta solo nel 1983, nelle elezioni che segnarono il tracollo della Dc dal 38% al 33%. Ha vissuto cioè soprattutto il declino della Repubblica dei partiti ed è stato attivo nella stagione successiva che ha contribuito a fondare, legando il suo nome al principale elemento di discontinuità tra Prima e Seconda Repubblica: la legge elettorale del 1993, il cosiddetto Mattarellum.  

La sua esperienza politica, insomma, si colloca a cavallo tra le due diverse fasi della storia Repubblicana, prima e dopo la cesura del ’92-’94. Sono emblematiche in questo senso le sue dimissioni da Ministro della Pubblica Istruzione, rassegnate nel 1990 e che oggi vengono raccontate in termini di scontro con Silvio Berlusconi. Ma la realtà è più complessa. Egli intese allora protestare contro la fiducia posta da Andreotti, sulla legge Mammì, che violava una direttiva europea sul pluralismo dell’informazione. Mattarella non accettò quello strappo alle regole. Non si trattava, insomma, di una questione politica o personale: per Mattarella era in gioco molto di più. 



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COMMENTI
30/01/2015 - Partito Unico (Costantino Gregori)

L'occasione era opportuna: scegliere un nome che desse rappresentanza a una formazione culturale e politica che non si riconosce nel partito unico di Renzi, dove c'è tutto e il contrario di tutto. Quell'Italia moderata, a pieno diritto nell'alveo del popolarismo italiano ed europeo (checchè ne dica il candidato Presidente), capace di difendere i valori della sussidiarietà e della solidarietà (non in quanto valori ma perchè sono già uno stile di vita), che vuole meno Stato tassatore e seriamente più vicino alle famiglie formate ai sensi dell'art. 29 della Costituzione. Sarebbe stato un bel segnale di "pacificazione" sulla traccia di quanto fece la vituperata D.C. eleggendo per esempio Saragat e Pertini. Occasione persa, non solo da parte di Renzi ma anche da chi non ha saputo presentare altro nome che ... Amato.

 
30/01/2015 - E' un bel nome (Luigi PATRINI)

E' un bel nome quello di Mattarella, un nome a cui corrisponde un uomo con una storia significativa. Certo nessuno è perfetto, ma Mattarella ha anche tanti aspetti positivi che, se sarà eletto, si riveleranno utili anche per il Paese. Non sarà il "meglio"? Di certo ci sono altri che sarebbero sicuramente peggio! Credo - e spero - che possa intervenire anche sulla pasticciata legge elettorale che il Parlamento, per fortuna, non ha ancora approvato in via definitiva. Penso che Renzi si pentirà di aver scelto una persona di tale livello. Non vorrei coinvolgere lo Spirito Santo, ma, se è vero che ...non cade foglia che Dio non voglia..., credo che non si possa pensare che uno possa diventare Presidente della Repubblica contro la Sua volontà. Chi avesse dubbi in proposito si rilegga il saggio discorso di Gamaliele riportato in Atti 5, 34 e seguenti: c'è un Altro che fa la storia.

 
30/01/2015 - commento (francesco taddei)

con la riforma elettorale e istituzionale il capo dello stato è un taglianastri. poi di mattarella il suo profilo dice chiaramente: la magistratura è intoccabile, i partigiani rossi che volevano la dittatura comunista vanno santificati, lo stato deve controllare tutto, si all'estorzione tributaria di stato e da adulto e cattolico sì ai matrimoni gay e all'utero in affitto.