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DIETRO LE QUINTE/ Fioroni: la mia "regia" su Mattarella? Era già nella terna del 2013...

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Giuseppe Fioroni (Infophoto)  Giuseppe Fioroni (Infophoto)

Renzi ha condotto la sua partita con grande intelligenza, unendo il Pd e facendo una proposta che difficilmente può non essere condivisa. E’ una proposta rivolta all’intera maggioranza, e io mi aspetto che gli alleati di governo, a incominciare dall’Ncd di Alfano, lo votino compatti. Nello stesso tempo mi aspetto che il sostegno a Mattarella superi i confini dell’attuale maggioranza, perché il capo dello Stato deve essere espressione della porzione più ampia possibile del Parlamento.

 

Questa ricomposizione su Mattarella del centrosinistra, inteso come Pd e Sel, è anche una svolta politica?

A costo di ripetermi, per chi non ha retropensieri politici o non lega l’elezione del capo dello Stato con molte altre vicende che non hanno nulla a che vedere con quest’ultimo, è difficile dire di no a Mattarella. Questa è una proposta che Renzi ha fatto a tutto il Parlamento, prima al Pd, poi alla sua maggioranza e quindi anche alle opposizioni. Mi auguro che Vendola non sia l’unico ad accettarla.

 

Berlusconi si aspettava Amato, e in qualche modo si sente deluso…

Non credo che il presidente Berlusconi abbia motivo di essere deluso, alla luce del riconoscimento che gli viene per il suo sostegno al cambiamento dell’Italia e della Costituzione.

 

Il fatto che l’Italicum sia passato con i voti di Forza Italia prima dell’elezione del presidente della Repubblica non alimenta qualche sospetto?

Andare avanti sulle riforme è stato onorare quell’impegno che Pd e Berlusconi avevano preso con il presidente Napolitano di approvare le riforme nel più breve tempo possibile. L’Italicum approvato in seconda lettura andava in questa direzione.

 

Se anche Mattarella fosse il migliore sul piano del merito, che cosa risponde a chi contesta il metodo seguito?

Renzi ha ascoltato tutti, incontrato tutti e ha preparato un identikit condiviso da Berlusconi. Doveva essere un politico, ma non un politico “che giocava”, doveva essere un arbitro, ma essere autonomo e autorevole, avere qualità di alto livello istituzionale e di indubbia difesa della Costituzione, con la schiena diritta ed espressione di legalità e di moralità. Mattarella riassume tutto questo non solo nelle parole ma nei fatti, nella sua testimonianza ed espressione di vita.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
31/01/2015 - commento (francesco taddei)

con tutti i magheggi e gli intrallazzi che ha fioroni che gli frega del presidente?

 
31/01/2015 - Un'altra delusione (Alberto Pennati)

Ma quando c'è il pd di mezzo (già ds - pds - pci, e scusatemi se ne dimentico qualcuno) non ci si aspetta altro. Non è proprio possibile eleggere Presidente della Repubblica qualcuno che non venga dalla cultura sinistrorsa. Mi sa che questa elezione aprirà le strade anche ad altre scelte da "cattolici adulti" (tipo quella sull'aborto). Oltre ad ossequiare con un baciamano la magistratura.