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SALVA SILVIO/ Cosi il Patto del Nazareno verrà seppellito sul Quirinale

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Oggi a distanza di quasi due anni abbiamo un patto diverso tra Forza Italia e il capo di quella che all’epoca era la minoranza del Pd, cioè Renzi, che nel frattempo è diventato il segretario nonché presidente del Consiglio. Un patto che mira ovviamente a tenere fuori l’M5S. In tutta questa storia, dopo un anno, viene fuori una norma buttata lì all’ultimo momento per favorire Silvio Berlusconi.

 

Lei come interpreta questo fatto?

E’ la conferma dell’immoralità del Patto del Nazareno fatto in questo modo, garantendo a Silvio Berlusconi la depenalizzazione del suo ruolo di evasore fiscale. Basta del resto parlare con i peones, con i colonnelli azzurri, con i falchi di Forza Italia, e ognuno di loro ti dirà che a Berlusconi delle riforme interessa molto meno. Ciò che per il Cavaliere conta davvero è il capo dello Stato e tutto ciò che gli può restituire l’agibilità politica.

 

Questa vicenda e il fatto che il “Salva Silvio” sia venuto alla luce condizionerà l’elezione del Capo dello Stato?

Questa vicenda può essere il funerale del Patto del Nazareno. Già alla vigilia di Natale noi facevamo la conta dei franchi tiratori, calcolando che la maggioranza composta da 700 parlamentari poteva tollerare di perdere al massimo 200 di loro. La vicenda del “Salva Silvio” aumenterà il malcontento, i mal di pancia e i franchi tiratori. L’unico modo che ha Renzi per tenere buoni i suoi e ricattare il Pd, è quello di minacciare le elezioni anticipate.

 

Perché?

Noi sappiamo che i gruppi parlamentari del Pd sono stati eletti nel 2013 ai tempi dell’era politica di Bersani. Per quanto in molti si siano convertiti al renzismo, questi sono gruppi parlamentari che Renzi non ha scelto bensì subito, e hanno l’interesse di non andare subito al voto. Da un lato quindi c’è la paura di tutti di andare al voto, dall’altra c’è la grande voglia di massacrare il patto del Nazareno nelle urne per il Quirinale, soprattutto dopo la vicenda del decreto “Salva Silvio”.

 

(Pietro Vernizzi)



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