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RIFORMA/ Carlassare: senato e Italicum, sarà l'Italia dei non eletti

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Maria Elena Boschi, ministro delle riforme (Infophoto)  Maria Elena Boschi, ministro delle riforme (Infophoto)

“Grazie alle riforme istituzionali una minoranza molto ristretta si aggiudicherà il dominio sull’intero Paese. Andiamo verso una forma autoritaria che schiaccia le minoranze e soffoca il dissenso”. Lo evidenzia Lorenza Carlassare, professore di Diritto costituzionale nell’Università di Padova ed ex membro della Commissione dei 35 saggi. Ieri è slittato, all'ultimo, il voto sull'emendamento “canguro” presentato del senatore Pd Roberto Cociancich, che permette al governo di evitare 19 votazioni a scrutinio segreto sull'articolo 1 (il voto è aggiornato a oggi). Sempre nella giornata di ieri il presidente Grasso ha sciolto la temuta riserva sull’articolo 2: sono stati dichiarati ammissibili solo gli emendamenti al comma 5, come richiesto dal governo.

 

Che cosa ne pensa della riforma costituzionale che emerge dall’accordo nel Pd?

E’ una riforma pessima anche con queste modifiche. Molti costituzionalisti hanno posto il problema di un Senato che non è elettivo, ma cui sono date delle alte funzioni costituzionali. Al momento non si capisce che cosa significhi l’emendamento su cui è stato trovato l’accordo nel Pd.

 

Lei come valuta questa scelta?

In modo negativo. Il Senato avrà gli stessi identici poteri della Camera proprio sulla funzione legislativa più alta che è quella di cambiare la Costituzione. E questi poteri saranno affidati a personaggi impreparati, inadatti e politicamente poco affidabili anche per il modo in cui saranno selezionati. In una democrazia non si possono dare funzioni di legislazione a organi non elettivi.

 

Che cosa ne pensa del nuovo meccanismo di elezione dei giudici costituzionali?

La Camera in un momento di saggezza aveva eliminato questo punto che ora è riproposto uguale sotto forma di terzo emendamento, e che riguarda il potere del Senato di eleggere due giudici costituzionali. L’obiettivo dichiarato è fare contenta la minoranza Pd, anche se personalmente trovo un po’ strano che ne sia contenta. Io lo trovo uno degli aspetti più gravi.

 

Perché è un aspetto così grave?

Qualcuno ha affermato che in questo modo si bilanciano i poteri della Camera, ma i senatori per il momento continuano a essere dei personaggi nominati. Gli equilibri all’interno della Corte costituzionale sono delicati. Trovo pericoloso mettere ben due giudici nelle mani dei senatori nominati, i quali rappresentano la classe politica regionale che si auto-perpetua. In questo modo c’è uno strapotere del Senato.

 

Qual è la logica dietro a questo emendamento?

E’ facile comprenderlo. Oggi la Costituzione prevede che il Parlamento in seduta comune elegga cinque giudici. Mentre con la riforma 630 deputati eleggeranno tre giudici e cento senatori ne sceglieranno due. Questo significa che le segreterie dei partiti hanno messo le mani sulla Corte costituzionale.

 

Qual è il risultato complessivo di riforma del Senato e Italicum?



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COMMENTI
01/10/2015 - Legge Acerbo (lucia corucci)

Invito a leggere l'articolo di Ostellino su "Il Giornale" di oggi. Profetico

 
01/10/2015 - commento (francesco taddei)

che differenza c'è tra un non eletto, renzi e un parlamentare che cambia partito?