BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

IDEE/ "L'innovazione" che vale più della spending review

Nei territori è intenso il dibattito conseguente alla soppressione e/o accorpamento delle presenze istituzionali volute dalla spending review. Il commento di MASSIMO VALENTINI

InfophotoInfophoto

Nei territori è intenso in questo periodo il dibattito conseguente alla soppressione e/o accorpamento delle varie presenze istituzionali dei territori che le politiche di spending review stanno attuando in tutto il Paese. Province, Camere di Commercio, Prefetture e altri enti sono stati interessati negli ultimi mesi a consistenti interventi di ristrutturazione che cambiano radicalmente lo scenario delle rappresentanze istituzionali locali. 

La necessità di un taglio e riqualificazione della spesa pubblica è imposto dalle dimensioni del debito pubblico italiano, il più grande in Europa, che sta gravando pesantemente sulla capacità di ripresa del nostro Paese dopo la grave crisi degli ultimi anni. In questo contesto una impostazione localista alla problematica è perdente in partenza, senza alcuna capacità di incidenza. Occorre pertanto rilanciare un dibattito sulle modalità di riduzione e miglioramento qualitativo della spesa pubblica che può far raggiungere l'obiettivo perseguito. 

In tali processi si rivela immediatamente che il puro e semplice taglio lineare della spesa non è sufficiente a raggiungere i risultati ricercati in quanto non tiene in considerazione la capacità di gestione e di efficienza delle amministrazioni locali e dei soggetti sociali. Il taglio lineare penalizza le amministrazioni periferiche virtuose non responsabilizzando quelle inefficienti, con il concreto rischio di penalizzare la qualità dei servizi già efficienti senza andare a intervenire sugli sperperi. Il recente Rapporto "Sussidiarietà e Spesa pubblica" proposto dalla Fondazione per la Sussidiarietà documenta analiticamente, anche attraverso raffronti internazionali, come l'incremento del "grado di sussidiarietà verticale", che premia le amministrazioni periferiche efficienti, ha un impatto molto positivo sullo sviluppo del reddito pro-capite. Lo stesso dicasi per il grado di sussidiarietà orizzontale che va a sostenere la libertà di scelta dei cittadini attraverso le forme di: voucher, detrazioni, 5 per mille, 8 per mille e altro. 

In tale prospettiva si spera che la recente apertura del governo a inserire nella prossima Legge di stabilità un riferimento premiale ai costi standard nei trasferimenti alle amministrazioni periferiche, come pure lo sviluppo di autonomie, di sistemi di controllo e valutazione nei vari enti pubblici che promuovano responsabilità, si attuino quanto prima. Nel frattempo a livello locale cosa fare? Una posizione puramente difensivista che permane su una serie di proclami non ha alcuna prospettiva. Certamente nelle modalità di riordino degli enti periferici occorre una presenza che cerchi di tutelare il più possibile i servizi presenti sul territorio, ma questa azione non è sufficiente. 

Una spinta dal basso su questi contenuti della sussidiarietà può dare forza a un serio processo di riforma che trova ostacolo nel puro localismo o nelle tutele di lobby e corporazioni. Come pure sviluppare azioni di sussidiarietà sui territori può migliorare la qualità e l'efficienza delle risorse a disposizione e di quelle che possono essere intercettate in seguito a tale azione.