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CAOS ROMA/ Fassina: Marino punito per avere colpito le posizioni di rendita

Ignazio Marino (Infophoto) Ignazio Marino (Infophoto)

A mio parere, il primo posto di responsabilità sulla vicenda Marino spetta al Pd romano. Su questo punto non ho dubbi. Poi certamente c'è la responsabilità del Pd nazionale, di Matteo Renzi, che ha indebolito ulteriormente il sindaco. Basta pensare alle sortite del presidente del Consiglio alla televisione. Infine, ci sono anche le responsabilità di Marino, i suoi ondeggiamenti, i suoi atti di discontinuità.

 

In una simile situazione, la partita che si gioca sembra diventare rovente…

E' una partita politica, ripeto, molto complicata. C'è da un lato una restaurazione in atto. Lo si capisce da molti commenti compiaciuti. E c'è un Pd in grande difficoltà. Non c'è alcun dubbio che, al di là dei sondaggi che si possono ascoltare, che possono essere credibili o meno, il Pd affronterà queste elezioni comunali a Roma giocando in difesa, per usare una metafora sportiva. E poi ci sono tante questioni di fondo da affrontare.

 

Intende dire che Roma deve ritrovare un suo ruolo, una sua strategia, una sua vocazione?

Chiediamoci su che cosa si reggeva Roma più di venti anni fa. La risposta è che Roma rappresentava la pubblica amministrazione, poi il settore dell'edilizia. Infine non si può dimenticare che tutti i grandi enti statali economici avevano la sede di rappresentanza, la presidenza, i consigli di amministrazione a Roma. Oggi tutto questo non c'è più.

 

A questo punto che cosa si deve fare?

Ma è in una circostanza di grandi cambiamenti come questi che emerge, che si forma una classe politica, una classe dirigente capace di dare una vocazione alla città. Al momento di una nuova vocazione per Roma non si vede nulla ed è difficile intravedere una classe dirigente capace di affrontare questi problemi.

 

(Gianluigi Da Rold)

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