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Politica

SCENARIO/ Polito: c'è un Pd che userà Marino contro Renzi

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

I pericoli per il Pd sono due. Uno è Alfio Marchini, una figura che a Roma si è costruita una personalità politica, che alle ultime elezioni è corso da solo conquistando il 10% dei voti, ha svolto con costanza il “mestiere” di consigliere ed è presente in città. Marchini ha le sue idee, i suoi sostenitori, e viene da una storia non ostile alla sinistra.

 

E il secondo pericolo?

Il secondo pericolo sono i 5 Stelle. Se riescono a individuare un candidato credibile e autorevole, a Roma possono diventare molto forti. Sono infatti uno dei pochi movimenti politici con una presenza attiva in città. Inoltre rappresentano una forma di rifiuto dei partiti tradizionali che dopo il fallimento di Marino potrebbe avere una certa presa.

 

Che cosa succede se Renzi perde Roma o Milano?

Renzi aveva in mente un calendario che puntava all’autunno 2016 come prova elettorale cui dare un significato politico. Per il premier, era il referendum confermativo sulle riforme costituzionali il momento in cui gli italiani avrebbero espresso il vero giudizio sul governo. Questo era il viatico per andare alle elezioni politiche nel 2017. La caduta di Roma invece sconvolge i piani di Renzi, perché la competizione elettorale di primavera diventa assolutamente politica. Ma sconvolge anche i piani di Berlusconi, perché il fatto che si voti a Roma complica le possibilità di un accordo nel centrodestra per Milano.

 

Per il cardinal Vallini, dopo Marino “a Roma serve una scossa”. Lei ritiene che questo avvertimento sia stata un’ingerenza?

No. Un appello alla nascita di una classe dirigente nuova, che abbia a cuore il bene comune, mi sembra perfettamente in linea con la preoccupazione pastorale di un vescovo. Se la Chiesa in Calabria dice che bisogna combattere la ‘ndrangheta e premiare gli onesti nessuno grida all’ingerenza. Non si capisce perché un invito a una classe dirigente più trasparente debba essere considerato come un’intromissione.

 

Un’ultima domanda su Milano. Secondo lei come è messo il centrodestra?

Per il centrodestra le comunali a Milano rappresentano la partita della vita. E’ da qui che sapremo se il centrodestra in Italia rinascerà o meno anche alle prossime politiche. Non c’è nessuna altra città come Milano dove il centrodestra può dire di essere maggioranza dal punto di vista storico. Al Pirellone inoltre è in atto un’esperienza di governo unitaria che va dalla Lega nord a Ncd. La Lombardia del resto è stata il luogo di nascita del “forzaleghismo”, cioè di quel movimento nordista rappresentato da Berlusconi e Bossi. Quindi anche dal punto di vista sociologico Milano è una città fondamentale per il centrodestra.

 

(Pietro Vernizzi)

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