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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Quagliariello spacca Ncd e fa tremare Renzi (al Senato)

Gaetano Quagliariello (Infophoto)Gaetano Quagliariello (Infophoto)

Altri personaggi dati per inquieti e tentati dall'abbandono sono Roberto Formigoni, Eugenia Roccella, Carlo Giovanardi e Maurizio Sacconi, anche se per ora tutti negano. A testimonianza del peso dei temi etici, però, proprio Roccella e Giovanardi oggi hanno firmato una nota in cui si dichiarano liberi di non votare più la fiducia, per via del ddl Cirinnà. E anche un pezzo da novanta come Giuseppe Esposito, vicepresidente del comitato di controllo sui nostri 007, il Copasir, ha dato segni di insofferenza negli ultimi giorni, dimettendosi da coordinatore della sua provincia, Salerno.  

Al contrario, con Alfano sono schierati il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il presidente della Commissione esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto, secondo cui uscire dal governo Renzi sarebbe un suicidio per il partito. Anzi, secondo alcuni alfaniani i rapporti con il Pd andrebbero stretti al punto di immaginare una collaborazione strutturale, ben al di là di questa "legislatura delle riforme", che è la motivazione nobile su cui Ncd è nato quando Berlusconi tolse la fiducia al governo Letta. 

In mezzo, ago della bilancia, l'ex ministro Maurizio Lupi, che i rumors continuano a dare interessato alla candidatura a sindaco di Milano, ovviamente sotto le bandiere del centrodestra.

Proprio le amministrative della prossima primavera (Milano, ma anche Napoli, Torino e adesso pure Roma) saranno lo spartiacque in tema di alleanze verso il voto politico che presumibilmente non ci sarà almeno sino alla primavera del 2017. E una considerevole fetta di Ncd del nord difficilmente resterà insensibile all'apertura di credito venuta giorni fa dal "duro" Salvini: collaboriamo, come in Regione Lombardia, a patto di mollare Renzi e Alfano. 

Di fronte alle dimissioni di Quagliariello da coordinatore il ministro dell'Interno è rimasto gelido, spiegando che lui non tratterrà nessuno con la forza. Ma a lungo andare il rischio di un'esplosione della galassia centrista potrebbe concretizzarsi sul serio. E allora per Renzi potrebbero essere guai seri, in particolar modo a Palazzo Madama.

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COMMENTI
15/10/2015 - Finalmente! (Luigi PATRINI)

bravo on. Quagliariello! Era ora che qualcuno dicesse ancora una volta ad Alfano che non ha il quid. Ma non esca dal NCD per ritornare con Berlusconi! Alfano e altri sono scappati da Berlusconi quando ha minacciato (senza, per altro, farlo!) di far cadere Letta: avevano paura di perdere posti loro che, dopo aver giustificato per anni ogni sciocchezza facesse il cavaliere, poi se ne sono scappati via senza il coraggio di spiegare perché lo facevano, usi come erano ..."ad obbedir tacendo". Provi a fare lei quello che nè Casini-Cesa, nè Mauro sono riusciti a fare: un bel partito di Centro (grande o piccolo non importa), che faccia come la vecchia DC: di Centro, che guarda a sinistra, ma che sa tenersi vicina la destra aiutandola a non essere estremista. La DC non torna, come non torna la giovinezza, ma dopo anni di berlusconismo e antiberlusconismo, , che ora diventeranno anni di renzismo e antirenzismo, sarebbe ora che la politica tornasse ad avere la "P" maiuscola e i politici fossero capaci di pensare davvero agli interessi del Popolo italiano, anzichè ai loro. Ci vuole una Politica che non faccia astenersi dal voto la metà degli Italiani e che spinga la metà che vota a votare per partiti sfascisti come la Lega o il Movimento 5 stelle. Coraggio! Resista Onorevole, vada avanti con coerenza nella sua scelta!

 
15/10/2015 - l'orgoglio di Quagliarello (Luciano Vignati)

Credo che Alfano e gli altri di NCD che si sono appiattiti su Renzi, sbagliano. Intanto perché il movimento si chiama nuovo centro destra, e Renzi che lavora secondo la legge aurea della vecchia democrazia cristiana "un colpo al cerchio e uno alla botte" così da tenere unite tutte le anime del PD, secondo perché la legge elettorale futura darebbe (oggi alla sinistra e a Renzi, domani ad un'altro partito)lo strumento per far morire la democrazia nel nostro disgraziato paese. E poi sono sicuri che il servilismo di oggi, domani pagherà solo ad Alfano, e non ai suoi elettori.