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DIETRO LE QUINTE/ Quagliariello spacca Ncd e fa tremare Renzi (al Senato)

Gaetano Quagliariello, Ncd, lascia il posto di coordinatore del partito: la linea alfaniana è troppo renziana. E se abbandonasse (con altri) Alfano? Lo scenario di ANSELMO DEL DUCA

Gaetano Quagliariello (Infophoto) Gaetano Quagliariello (Infophoto)

I malumori serpeggiavano da tempo fra le fila degli alfaniani. La rottura, però non poteva essere più deflagrante di così: all'indomani del sì del Senato al disegno di legge di revisione costituzionale Gaetano Quagliariello, cofondatore di Ncd, lascia l'incarico di coordinatore del partito e sembra in procinto di levare le ancore verso lidi più moderati. 

Il fuoco covava sotto la cenere da tempo: dentro Ncd si confrontavano due anime, quella filo-Renzi e quella sempre più a disagio man mano che l'abbraccio con il Pd si andava facendo più soffocante. Le ragioni della divaricazione si sono stratificate sino a che la misura è stata colma.

Quagliariello ha pronunciato la dichiarazione di voto favorevole alla riforma costituzionale, poi ha sbattuto la porta. "Oggi si è chiusa una fase", ha detto non casualmente. Sotto accusa è finito l'appiattimento ai voleri di Renzi, anche perché il premier e la Boschi hanno risposto sin qui picche alle pressioni per rivedere la legge elettorale, spostando dalla lista alla coalizione il premio di maggioranza. In un simile scenario lo spazio per la creatura centrista di Alfano (e Cesa) è praticamente zero: o entrare nel Pd, oppure ritornare da Berlusconi (e Salvini). Rimanere di fuori dei due listoni equivarrebbe a condannarsi all'irrilevanza, a conquistare — se va bene — una manciata di seggi.

Quagliariello è politologo esperto e navigato, e con lucidità vede il baratro davanti al piccolo partito nato dalle ceneri del Pdl. Lui appartiene alla schiera di quelli che non intendono morire democratici. Servirà qualche giorno per capire se si tratta dell'inizio di una slavina destinata a ingrossarsi rotolando giù dalla montagna della maggioranza parlamentare che sostiene il governo. Quello che è certo è che Renzi rischia assai di più per la cedevolezza dell'area centrista della sua coalizione, che non per le critiche della sua minoranza interna. La sinistra dem ha dimostrato proprio sulle riforme costituzionali tutta la sua inconsistenza, accontentandosi di un ritocco cosmetico a una legge che è passata esattamente nella formulazione voluta dal premier segretario. Da quella parte Renzi sa che non deve aspettarsi particolari difficoltà.

Al centro, invece, potrebbe accadere di tutto. Discussioni su temi eticamente sensibili come diritto di cittadinanza e — soprattutto — unioni di fatto non possono che allargare il solco fra Pd e Ncd. E un'uscita di peso come quella di Quagliariello finirà per mettere Alfano nella condizione di doversi irrigidire per marcare le distanze e non passare da zerbino del premier. 

Per ora l'ex ministro delle Riforme del governo Letta non lascia Ncd, ma potrebbe essere questione di poco, se l'appoggio a Renzi — come è più che probabile — continuerà. Nunzia De Girolamo lo dava in uscita già diverse settimane fa, e giurava che non sarebbe stato l'unico.


COMMENTI
15/10/2015 - Finalmente! (Luigi PATRINI)

bravo on. Quagliariello! Era ora che qualcuno dicesse ancora una volta ad Alfano che non ha il quid. Ma non esca dal NCD per ritornare con Berlusconi! Alfano e altri sono scappati da Berlusconi quando ha minacciato (senza, per altro, farlo!) di far cadere Letta: avevano paura di perdere posti loro che, dopo aver giustificato per anni ogni sciocchezza facesse il cavaliere, poi se ne sono scappati via senza il coraggio di spiegare perché lo facevano, usi come erano ..."ad obbedir tacendo". Provi a fare lei quello che nè Casini-Cesa, nè Mauro sono riusciti a fare: un bel partito di Centro (grande o piccolo non importa), che faccia come la vecchia DC: di Centro, che guarda a sinistra, ma che sa tenersi vicina la destra aiutandola a non essere estremista. La DC non torna, come non torna la giovinezza, ma dopo anni di berlusconismo e antiberlusconismo, , che ora diventeranno anni di renzismo e antirenzismo, sarebbe ora che la politica tornasse ad avere la "P" maiuscola e i politici fossero capaci di pensare davvero agli interessi del Popolo italiano, anzichè ai loro. Ci vuole una Politica che non faccia astenersi dal voto la metà degli Italiani e che spinga la metà che vota a votare per partiti sfascisti come la Lega o il Movimento 5 stelle. Coraggio! Resista Onorevole, vada avanti con coerenza nella sua scelta!

 
15/10/2015 - l'orgoglio di Quagliarello (Luciano Vignati)

Credo che Alfano e gli altri di NCD che si sono appiattiti su Renzi, sbagliano. Intanto perché il movimento si chiama nuovo centro destra, e Renzi che lavora secondo la legge aurea della vecchia democrazia cristiana "un colpo al cerchio e uno alla botte" così da tenere unite tutte le anime del PD, secondo perché la legge elettorale futura darebbe (oggi alla sinistra e a Renzi, domani ad un'altro partito)lo strumento per far morire la democrazia nel nostro disgraziato paese. E poi sono sicuri che il servilismo di oggi, domani pagherà solo ad Alfano, e non ai suoi elettori.