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CAOS NCD/ Giovanardi: diciamo no ad Alfano perché ci vuole "morti" come Fini e Casini

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Carlo Giovanardi (Infophoto)  Carlo Giovanardi (Infophoto)

Posto che non andremo né nella Lega né in Forza Italia, intendiamo ripartire dalle esperienze presenti sul territorio: la lista Tosi in Veneto, Schittulli in Puglia e Ricci in Umbria. Come pure dai movimenti di Mario Mauro e Raffaele Fitto. In Area Popolare c’è una ricchezza di esperienze che vanno riunite. L’obiettivo è coalizzarci con il centrodestra, a partire dalle amministrative di Milano e Roma. Se altri in Ncd vogliono appoggiare i candidati del centrosinistra o entrare nel Pd, ricordo che la sigla sta per Nuovo Centro Destra.

 

Quella del centrodestra è una ricchezza di esperienze o piuttosto una frammentazione?

Le ricordo che nella Dc non c’è mai stato un uomo solo al comando, In ogni Regione c’era un leader e poi tutti si confrontavano a livello nazionale. Il partito che ho in mente io ha questa stessa conformazione che nasce dal territorio.

 

Perché esclude di tornare in Forza Italia?

In passato ho fatto parte del Pdl ma io con Forza Italia non ho mai avuto nulla a che spartire. Il Pdl doveva essere un partito di ispirazione democratica, cristiana, basato su congressi e classe dirigente. Forza Italia invece si basa su un unico capo a vita: Berlusconi. L’Italia ha bisogno di un vero partito di centrodestra, non dell’uomo solo al comando.

 

Finirete come il Fli di Fini o l’Udc di Casini?

Entrambi sono finiti come sappiamo perché hanno sbagliato area politica. Fini aveva il 14%, Casini il 7% ed entrambi sono finiti allo 0% perché sono andati con la sinistra. Io invece non faccio nessuna scissione, sono sempre stato di centrodestra e continuo a esserlo. Da Martinazzoli in poi, tutti i leader di centro hanno tentato di svoltare a sinistra e io non li ho seguiti.

 

Area Popolare è spaccato in due. Avete i numeri per fare un nuovo gruppo?

Lo vedremo nei prossimi giorni, per fare un nuovo gruppo ci vogliono dieci senatori. Il fatto però è che ormai c’è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In politica non c’è niente di peggio del ridicolo, cioè del dileggio degli elettori quando ritengono che un partito stia lì soltanto per coprire quattro poltrone, e che sia disposto a tutto pur di mantenerle.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
16/10/2015 - Che ne sarà di noi? (Achille Cilea)

L’impegno sociale mio e dei miei amici è partito (eravamo nel 1974) da una citazione di P.L. Landsberg (ultimo direttore della rivista Esprit) che nel 1936 affermava : “… noi chiamiamo politiche le azioni che si riferiscono, nel tempo storico, alla polis (la comunità vivente cui apparteniamo) . La politica è sempre la difesa di una realtà concreta : chi non si difende scompare e con lui quello che intendeva realizzare”. Oggi occorre prendere atto che la rappresentanza parlamentare che il mondo cattolico ha via via espresso negli anni successivi al 1968, non ha saputo difendere nulla dei valori caratterizzanti il suo “humus”. A cascata, dopo il divorzio e l’aborto è stato tutto un seguirsi di cedimenti fino all’attualità in cui,con il GENDER, vengono messi in discussione la stessa dignità della vita umana (dal difendere il “diritto del bambino” siamo passati al rivendicare un “diritto al bambino"). Questo “risveglio” di coscienza ,mi sorprende ma spero ancora che possa innescare un processo di -riappropriazione di iniziativa- capace di “difendere” quel che resta di quello che Benedetto XVI definiva “valori irrinunciabili” :prima di tutto la famiglia. Achille Cilea (cileaachille@alice.it)