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DIETRO LE QUINTE/ Berlusconi ha bisogno di Prodi, ma ancora non lo sa

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

E allora? Forse il federatore che serve al centrodestra somiglia più a un Prodi, cioè uno dotato di una sua autorevolezza ma magari senza partito, che non al capo del partito più grande. Quagliariello, Fitto, Tosi, hanno tutti sensibili controindicazioni. 

Non sarà facile risolvere il rebus della credibilità del centrodestra italiano. Ma se a Berlusconi è rimasto un compito, è questo. Magari alzando lo sguardo al di là del mondo asfittico della politica di casa nostra. Prodi era un professore, imprenditori vogliosi alla Brugnaro non mancano. Diversamente, ogni giorno un piccolo o grande potere si stringerà a Renzi. Una piccola o grande rabbia si riconoscerà in Grillo. E alla roulette dell'Italicum si potrà puntare solo su rosso o nero.

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COMMENTI
17/10/2015 - Irrealistico (Luigi PATRINI)

L'articolo è tanto speranzoso nella sua prospettiva da sembrare assolutamente assurdo. Berlusconi sarà pur sensibile ai suoi corposi e corporei interessi, ma è troppo orgoglioso per accorgersi che la natura fa il suo corso anche con lui, che forse crede di essere un giovane e vigoroso cinquantenne; sarà ben difficile che uno con un ego così ipertrofico sappia decidersi a fare un passo, se non indietro almeno di lato. Ha suscitato tante aspettative, quando asfaltò la gioiosa macchina da guerra di Occhetto; purtroppo anche con lui la delusione è proporzionata (se non maggiore) delle illusioni che seppe suscitare. Renzi gli deve essere grato di non doversi impegnare a distruggere la gloriosa macchina da guerra del centro-destra: Berlusconi sta facendo un lento suicidio di tutto il centro-destra, seguendo una logica che forse solo Freud potrebbe spiegare.