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DIETRO LE QUINTE/ A Renzi restano Totti (o Marchini) per liberarsi di Marino

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Nel Pd romano non emerge un personaggio che possa galvanizzare un elettorato depresso. Non credo che il prefetto Gabrielli si presti a questa operazione. L’unica strada per Renzi, a meno di candidare Francesco Totti, è quella di rubare Marchini al centrodestra. Non cooptandolo a sinistra, bensì affermando che un personaggio come lui può essere appoggiato dal Pd. I sondaggi dicono che Marchini è uno dei pochi in grado di contrastare sia l’M5s sia la Meloni. Del resto a Roma neppure i 5 Stelle hanno in tasca la certezza della vittoria.

 

Quali ripercussioni possono esserci a livello nazionale?

Ci sarebbero ripercussioni negative soltanto se il Pd dovesse perdere le elezioni a Roma. A farne le spese non sarebbe solo Renzi, perché la vicenda di Marino si svolge tutta nella componente ex Ds, sotto gli auspici di Goffredo Bettini e Matteo Orfini. Renzi furbescamente può dire di non c’entrare, perché non è una situazione che ha creato lui.

 

Marino è stato molto criticato per non avere saputo governare Roma. E se fosse Roma che, per la sua grande complessità, è una città ingovernabile?

Questo non è vero, Roma è governabile come tutte le grandi capitali. Per farlo ci vuole una grande capacità di lavoro, applicazione, amore per la città nel suo insieme. Serve molto lavoro duro e poco protagonismo. Questa descrizione di Roma e dei romani come una Suburra è sbagliata. Certo c’è la criminalità, ma i romani non aspettano altro che di essere governati. L’errore è stato spingere Marino a dimettersi cavalcando la questione morale, anziché per il fatto di non essere stato un buon amministratore.

 

(Pietro Vernizzi)



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