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IL CASO/ La nuova Costituzione di Renzi? Un'operazione contro l'Italia

La nuova Costituzione napo-renziana è condannata a sopportare continui stravolgimenti correttivi, finalizzati a compensare le tante criticità del testo. VINCENZO TONDI DELLA MURA

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Si narra che un giorno un turista italiano in viaggio a Londra si recò in un austero negozio di libri, per acquistare una copia della Costituzione britannica, la quale, però, essendo consuetudinaria, notoriamente non è scritta. Sprezzante fu la risposta del libraio: "siamo spiacenti, ma non vendiamo stampa periodica!".

L'aneddoto è solitamente ricordato per esemplificare la differenza fra la costituzione britannica e quelle continentali: l'una, in quanto consuetudinaria, è rimessa all'evoluzione secolare di regole stratificatesi in epoche storiche diversissime; le altre, in quanto scritte, sono invece rimesse a un'evoluzione periodica, determinata dalla decisione delle nuove generazioni di marcare la differenza con il passato e di sostituire le vecchie regole con disposizioni più adeguate ai tempi.

Alla luce delle trasformazioni provocate dalla riforma costituzionale Renzi-Boschi, tuttavia, la risposta del libraio inglese assume una connotazione ben più spregiativa. Essa denuncia e irride il destino della nuova Costituzione italiana, inesorabilmente condannata a sopportare continui interventi e stravolgimenti correttivi, finalizzati a compensare le tante criticità del testo di riforma già risapute e, tuttavia, sempre tacitate dalla roboante propaganda di governo. Lo stesso presidente Napolitano, che per ammissione del ministro Boschi è stato il vero artefice della riforma, nel suo ultimo intervento in Senato ha dovuto riconoscere la necessità di una tale prospettiva; ha dovuto dare atto della pericolosità del testo di riforma sul duplice piano della rappresentanza politica e della divisione dei poteri: "dobbiamo dare risposte a situazioni nuove e ad esigenze stringenti, riformare — arricchendola — la nostra democrazia parlamentare. Al di là dell'approvazione del disegno di legge costituzionale in discussione, bisognerà altresì dare attenzione a tutte le preoccupazioni espresse in queste settimane in materia di legislazione elettorale e di equilibri costituzionali". 

Del resto, una Costituzione congegnata in modo da assegnare l'intero sistema di governo a "un uomo solo alla testa di un solo partito" — secondo la lucida espressione di Luciano Violante proprio su queste pagine —, non può non originare simili preoccupazioni; con l'ulteriore aggravante che la mancata previsione di adeguati contropoteri sarà acuita dalla rissosità del nuovo impianto parlamentare. 

La Camera dei deputati sconterà una rissosità dovuta a una composizione che l'Italicum ha doppiamente artefatto tanto nel rapporto fra maggioranza e opposizioni, quanto nella relazione fra gli stessi deputati: nell'un caso, in ragione dell'esorbitante premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale, posto che il 55% dei seggi sarà assegnato al più forte partito di minoranza, indipendentemente dalla percentuale di voti ricevuti e dal quorum di partecipazione registrato; nell'altro caso, in ragione del sistema dei capilista bloccati, posto che il 60% dei deputati sarà di nomina partitica, con la conseguenza che il restante 40%, essendo stato eletto nelle competizioni territoriali a caro prezzo (è proprio il caso di dire!), reclamerà in ogni modo la ricompensa del proprio primato elettorale.


COMMENTI
23/10/2015 - Chi è la madre? (Luigi PATRINI)

Giusta osservazione, Valentina! Ma se Napolitano è il padre nobile della riforma, come riconosce la Boschi, chi è la madre?

 
22/10/2015 - ingenuità? (Valentina Timillero)

Ottimo articolo. Illuminante. Signor Patrini, scusi se mi permetto: lei dice: "Ma Napolitano non poteva intervenire prima?" Provi, per un attimo, di ribaltare la prospettiva. Come tutti sanno, la Boschi ha fatto di lui il "padre" nobile della riforma. Solo nobile, oltre che padre? Si chieda (chiediamoci) piuttosto che parte ha Napolitano in quanto accaduto. E' LUI il vero rottamatore della Costituzione del '48. Per farlo aveva solo bisogno di uno scout al governo.

 
22/10/2015 - Ma nessuno se n'è accorto? (Luigi PATRINI)

Concordo con l'analisi puntuale e con le preoccupazioni che sono suscitate. Ma Napolitano - mi chiedo - non poteva intervenire prima? E con tutti i sapientoni che siedono in Parlamento, possibile che nessuno abbia avuto il coraggio di pensare seriamente al Bene del Popolo italiano? Possibile che tutti questi "sapientoni"(?) sappiano pensare solo ai loro interessi personali o di parte e non abbiano il senso dello Stato? Le prospettive non sono affatto rosee: finalmente sono dette con chiarezza e forza. Ma come se ne uscirà? Dobbiamo sempre contare sull'aiuto della Provvidenza? Come è possibile essere finiti in tale ginepraio?