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DIETRO LE QUINTE/ Minzolini (FI): Berlusconi ha un'idea: tornare a Gramsci

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Va realizzato un percorso che preveda delle primarie o qualcosa di simile. Alle varie componenti del centrodestra bisogna dare cittadinanza, facendole sentire parte di questo schieramento, nonché la chance di potersi giocare a loro volta la leadership. Si crea così un percorso in base a cui si hanno due o più candidati.

 

Le primarie hanno dimostrato di non funzionare. Perché crederci ancora?

Dipende se si fanno in modo demagogico. Se si fa un discorso serio in base a cui si lega un nome a un programma in termini reali, e non come ipotetico atteggiamento, credo che da questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi. La questione è essere coerenti sia nei programmi sia nelle leadership. Se si fa un’operazione di questo tipo si riuscirà a recuperare un consenso e soprattutto quel rapporto di fiducia con l’elettorato che si è perso, anche esercitando un’egemonia culturale sulle proposte del governo.

 

Parlare di egemonia culturale del centrodestra in questo momento non è un po’ pretestuoso?

No. Se andiamo a vedere gli elementi caratterizzanti della manovra di Renzi, sono tutti presi da vecchie proposte del centrodestra. E’ un’operazione fatta tra l’altro senza un know-how, perché ci sono proposte orecchiate e messe al’interno della legge di stabilità. Io parlavo di egemonia in senso gramsciano: mai come ora anche con le difficoltà che ha, il centrodestra esercita una sorta di egemonia culturale nei confronti dell’attuale governo. Lo si vede dall’innalzamento del contante, dall’abolizione di Imu e Tasi, dalla proposta di inserire il canone Rai all’interno della bolletta dell’Enel.

 

Quindi lei approva in toto questa legge di stabilità?

Il problema è che manca un equilibrio, in quanto il governo agisce sulla pressione fiscale ma non sui tagli alla spesa. Dal punto di vista della qualità della manovra, questo intervento sul piano fiscale ha un certo peso solo perché è neutralizzata la clausola di salvaguardia. Quindi noi siamo nella stessa situazione di prima, soltanto che a differenza di quello che era nelle ipotesi di governo non c’è più l’aumento dell’Iva.

 

Anche questa è una riduzione del carico fiscale?

Questo è vero solo in termini teorici, perché dal punto di vista reale l’aumento dell’Iva non c’è mai stato. La manovra è quindi nella realtà molto meno efficace rispetto a quanto dovrebbe essere, e cioè una legge di stabilità di crescita e sviluppo. L’immissione di risorse sul mercato è molto più basso rispetto a quelle che dovrebbero essere necessarie.

 

(Pietro Vernizzi)

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