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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Il "nuovo" Marino e i pm minacciano Renzi

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Non a caso in questo clima si è riacceso lo scontro con la magistratura. Il presidente dell'Anm, Sabelli, nel giro di 48 ore è stato costretto a correggere parzialmente il tiro. L'accusa, però, rimane: un governo più attento alle intercettazioni che alla lotta alla mafia, un disegno di delegittimazione dei giudici. Accuse tanto più pesanti, nel momento in cui sono state formulate di fronte al presidente della Repubblica, Mattarella.

Renzi ha incaricato il guardasigilli Orlando e il ministro Boschi di tentare una ricucitura, nel segno del riconoscimento dell'indispensabile ruolo della magistratura. Ma nello stesso tempo il titolare del Viminale, Alfano, richiamava le toghe alla necessità di un'autocritica sugli errori della categoria. Evidente che l'incidente è chiuso, ma solo per ora. Il fuoco cova sotto la cenere e può riprendere vigore in qualsiasi momento. 

Il fastidio del premier trapela da quanto scrive su Facebook nel suo diario del viaggio in America Latina. Racconta di aver incontrato un'Italia di cui essere orgogliosi, "che non è l'Italietta delle polemiche di parte della politica o della comunicazione, vecchia o nuova". Indice di un passo diverso da quello cui lo costringono le beghe nostrane.

Eppure sottovalutare il duplice rischio costituito da Marino e dal grande freddo con i magistrati potrebbe costargli molto caro, anche perché gli analisti della pubblica opinione indicano come massima l'attenzione degli elettori ai temi della legalità, temi che Mattarella non si stanca di riproporre a ogni occasione. Da soli questi temi non sono sufficienti a coagulare un consenso organizzato. Potrebbero però andare a sommarsi a quei temi sociali e istituzionali che la sinistra democratica ha avuto paura di cavalcare con decisione. Combattere concretamente il malaffare, le mafie e le connivenze potrebbe essere un punto programmatico qualificante, anche se non l'unico, di un possibile contenitore a sinistra del Pd. Del resto, Vendola ha certificato la morte del centrosinistra ("lo ha ucciso Renzi"), e da quelle parti la tensione cresce.

Dopo mesi di navigazione tranquilla nel mare della politica italiana che sta dominando, Renzi si trova all'improvviso due ostacoli insidiosi. E fra Scilla e Cariddi c'è sempre il rischio di andare a sbattere.

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