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QUI MILANO/ Dietro la "capitale morale" il patto Renzi-Sala-Pisapia

Pubblicazione:giovedì 29 ottobre 2015

Raffaele Cantone (Infophoto) Raffaele Cantone (Infophoto)

Per questa ragione la scelta migliore è evidentemente un accordo con Pisapia, magari prospettando all'attuale sindaco di Milano una promozione nel governo nazionale. Di sinistra, ma autentico garantista, Pisapia potrebbe essere un ottimo ministro della Giustizia. Certo, la soluzione non è semplice. Non tanto per la sostituzione dell'attuale ministro, Andrea Orlando, ma perché Pisapia fu già proposto da Romano Prodi per il suo governo nel 2006 e ottenne una discreta ma sostanziale bocciatura dalla magistratura.

Quindi Pisapia potrebbe avere una più che onorata buonuscita e Giuseppe Sala, candidato a Palazzo Marino, potrebbe usufruire, anche in caso di "primarie", del sostegno dell'attuale sindaco. Insomma, un virtuoso passaggio di consegne all'ombra del successo dell'Expo.

Ma c'è un' altra pagina, o un terzo punto da sottolineare se si vuole, in questo 28 ottobre del 2015, in questa giornata milanese. C'è una secca puntualizzazione di rapporti tra governo e Associazione nazionale magistrati, appena reduce da un congresso con qualche tumulto di parole a Bari. A Milano, a lodare la città e la conduzione dell'Expo, arriva Raffaele Cantone, che l'Anm non ama troppo, per usare un eufemismo.

Deve essere una costante tra le file dei magistrati. La contestazione a Cantone ci riporta, anche se in contesti molto diversi, alle critiche, anche dure, che subì Giovanni Falcone quando venne chiamato a lavorare al ministero di Grazia e Giustizia da Claudio Martelli. Forse c'è un'incompatibilità di fondo tra incarichi politici ministeriali e magistrati.

Resta il fatto che Cantone viene presentato da un sindaco importante e di sinistra come un "campione" della lotta alla corruzione, come il personaggio che ha garantito con il suo intervento, i suoi suggerimenti , il suo operato un grande successo dell'Expo milanese. In questo modo, il "cerchio" di un accordo si chiude.

Renzi punta a vincere a Milano, conta su Pisapia e una sinistra di antica data, con l'accordo di un magistrato che ha meritato un encomio sul campo.

Se il piano va in porto, Roma può anche assistere alle sfide tra il "marziano" Ignazio Marino e il suo stesso partito, il Pd. A Milano, invece, si sceglie già adesso il grande tecnico di successo, Giuseppe Sala, con la benedizione di governo, di un'Autorità nazionale anticorruzione, dell'attuale procura della Repubblica (ieri era presente alla manifestazione della consegna del Sigillo anche Edmondo Bruti Liberati) e il prefetto Francesco Paolo Tronca. Più "morali" di così, si muore.



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