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QUI ROMA/ D'Attorre: Marino? Noi del Pd siamo impresentabili...

Pubblicazione:giovedì 29 ottobre 2015

Ignazio Marino (Infophoto) Ignazio Marino (Infophoto)

Va fatta una grande operazione di apertura e di rinnovamento. Non mi pare che si sia andati avanti in questa direzione affrontando i problemi reali. Oggi non siamo nemmeno in condizioni in cui il Pd è in grado di presentarsi con la sua lista alle elezioni di Roma. La scelta più saggia è rinunciare a presentarsi come Pd, mettendo tutte le forze sane a disposizione di un progetto di riscossa civica che rinasca dal basso in modo autonomo.

 

E’ meglio limitarsi a presentare delle liste civiche senza il simbolo del Pd?

Sì, il Pd farebbe meglio a evitare di imporre delle soluzioni per mettere invece le forze sane di cui ancora dispone al servizio di un progetto civico. Per tutto quello che è successo negli anni precedenti e per la gestione piuttosto infelice della vicenda Marino, la città di Roma non riconosce al Pd né il titolo per proporre una figura di guida né la funzione di forza centrale attorno a cui costruire una coalizione di governo.

 

Per Cantone, “Milano è la capitale morale mentre Roma non ha gli anticorpi”. E’ davvero così?

Questa contrapposizione tra Milano e Roma è abbastanza facile da fare. Ma se non si assume la questione di Roma come un problema nazionale, tirando fuori la Capitale da questa condizione, a risentirne sarà tutta l’Italia. E’ un’illusione pensare che i destini di Milano possano essere separati da quelli della Capitale.

 

Dove sta andando il Pd a livello nazionale?

Questo Pd è sempre più il partito del capo, sempre più svuotato nei suoi luoghi di partecipazione democratica e sempre più appiattito sulla leadership renziana e sulle funzioni di governo. Lungo questa strada il partito come organismo collettivo è destinato a scomparire, e la vita stessa del Pd diventa a rischio nel momento in cui si concluderanno le esperienze di governo e verrà meno la gestione del potere.

 

(Pietro Vernizzi)



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