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SCENARIO/ Caldarola: il "Nazareno bis" Renzi-Verdini non teme il Pd

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Non escludo che Renzi accetti l'idea di modificarlo nel punto che sta a cuore a Berlusconi, il premio alla coalizione invece che alla lista. In questo modo anche Renzi risolverebbe molti problemi.

Dunque ci sta pensando.
Per forza. Se la legge resta così com'è, con il ballottaggio tra i due partiti più votati, quali garanzie ha Matteo Renzi che il secondo arrivato, si chiami Salvini o si chiami Grillo, non prenda, per dispetto verso il Pd, i voti del terzo?

E' una bella incognita.
No, non è un'incognita: è qualcosa che si è già visto in alcuni risultati delle ultime amministrative, in cui quando il Pd è andato al ballottaggio con i grillini, questi hanno preso molti voti di centrodestra in chiave anti-Pd e anti-Renzi. Sono queste oggi le due preoccupazioni del premier: il ballottaggio, dove uno schieramento largo è molto meglio di una guerra di uno contro due, lo statuto da dare ai suoi alleati senza per questo incorporarli. 

Quella della minoranza dem è stata una vittoria?
No. Bersani e la sinistra Pd non hanno vinto nulla, hanno semplicemente trovato una possibilità per poter dire di aver strappato a Renzi un risultato. La stessa elezione/designazione dei senatori avverrà in un modo che resta ancora tutto da definire con legge ordinaria.

Quando Renzi avrà vinto in Senato, cosa lascerà nel Pd l'alleanza tattica con gli ex berlusconiani?
Non lascerà nulla. La tragica fine del povero Civati dice a Bersani e agli altri che non c'è vita al di fuori del Pd, o almeno non c'è vita dentro uno schema di rinascita della sinistra per come essi la raccontano. La sinistra a cui si ispirano Bersani e Cuperlo ha un album di famiglia, ma non assomiglia in nulla ai nuovi movimenti di sinistra europei. E poi guardi cos'è accaduto in questi giorni. Sono rimasto colpito da come la veemenza con cui la minoranza dem ha condotto la battaglia sul Senato non abbia avuto il minimo riscontro sul tema dei tagli alla sanità.

Sono dovute intervenire altre forze, dai medici alla stampa, allora il governo se n'è accorto.
Appunto. Se non è di sinistra il tema della protezione della parte più debole della popolazione…

Gli oppositori dicono che questa è la riforma dell'uomo solo al comando. Anche il caso Rai3 sembra una conferma.
Sono due problemi diversi. Renzi deve stare al suo posto, lui e i suoi non devono mettere le mani sulla Rai come non avrebbero dovuto farlo i suoi predecessori. Detto questo, anch'io a suo tempo sono stato sostituito dal mio editore. Se fai questo lavoro, sai che non resti dirigente o conduttore per tutta la vita. Non può e non deve mandarti via Renzi, ma il cda può farlo. Qui non c'entra niente l'editto bulgaro, fa parte della sfera normale dei ruoli.

E l'autoritarismo renziano?