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DIETRO LE QUINTE/ Da Marino a Cantone, il "cortocircuito" che manda in tilt Renzi

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Giuseppe Sala (Infophoto)  Giuseppe Sala (Infophoto)

Il fatto è che per il Pd, per lo stesso governo Renzi, Roma doveva essere una base strategica del rilancio del Paese e dell'iniziativa politica del centrosinistra. Ma il tutto finirà con un dibattito consiliare concitato, dimissioni a blocchi e contrapposizioni destinate a rimanere nella memoria per i prossimi anni. In questo momento, il Pd vorrebbe soprattutto che si dimenticasse Roma, il Campidoglio e il sindaco Marino. E' per questo contesto confuso e convulso romano che si sposta il bersaglio del rilancio, del Paese e del Pd su Milano da parte di Renzi e del suo quartier generale. Ma l'operazione, in questa Italia dove qualcuno afferma che "è tutto fuori controllo", non è semplicissima. Milano in questi anni è stata governata da un sindaco di sinistra che è espressione di una maggioranza più vasta di quella del Pd. Giuliano Pisapia è un autentico garantista, ma espressione più di Sel che del Pd.

E' indubbiamente vero che, in seguito, Pisapia è stato appoggiato e spalleggiato fortemente dal presidente del Consiglio, con grande slancio in questi mesi di Expo. E non c'è dubbio che la "scommessa vinta" dell'Expo ha avvicinato ancora di più Renzi e Pisapia.

Giustamente il sindaco di Milano potrebbe chiedere "qualcosa" per sé, nel momento in cui lascia la sedia di Palazzo Marino, e nello stesso tempo potrebbe garantire la nomina del suo successore che molti individuano nel commissario unico e amministratore delegato di Expo, Giuseppe Sala, un sindaco che metterebbe d'accordo tutti.

Ma la realtà è complessa. Nel groviglio dei problemi italiani si inserisce anche, positivamente, il presidente dell'Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, perché è grazie a lui, con la sua azione e le sue garanzie, che l'Expo di Milano ha ottenuto un successo quasi insperato ed ha percorso indenne il difficile sentiero degli appalti dove puntualmente sono in agguato il malaffare e la corruzione.

Che succede il 28 ottobre a Milano, mentre a Roma ci si agita all'interno e al di fuori del Campidoglio ?

Cantone viene premiato da Pisapia, con la consegna del Sigillo della città. Il presidente dell'Anac loda Milano, che  "si è riappropriata del ruolo di capitale morale" e fa balenare in quelli che ascoltano la candidatura di un tecnico come Giuseppe Sala, l'uomo dell'Expo, con la benedizione dell'Autorità anticorruzione.

Il giorno dopo, 29 ottobre, mentre a Roma si entra in una fase di "baccanali", Giuseppe Sala viene nominato nel consiglio di amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti. Un incarico non da poco: adeguato come "buonuscita" per un Expo su cui Renzi ha puntato molto e che ha riscosso un successo di pubblico forse inatteso. 



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COMMENTI
30/10/2015 - Marino indagato (Franco Labella)

All'ora antelucana in cui avevo postato il commento non era nota la circostanza di Marino indagato. Ora non solo lo si legge ma a stare all'articolo di Bonini su Repubblica Marino ne era a conoscenza già da qualche giorno. Negli Stati Uniti, tanto amati da Marino, per molto meno un uomo politico chiude la sua carriera.

 
30/10/2015 - Le metamorfosi di Cantone... II parte (Franco Labella)

Due giorni fa mi è capitato di ascoltare in tv una rievocazione della vicenda di Sigonella e l'intervento di Stefania Craxi che tendeva, partendo da quell'episodio, a rimuovere tutto quello che poi è stato oggetto di sentenze definitive della Magistratura. Anch’io, come figlio, difenderei oltre misura mio padre. Lo capisco e non lo trovo strano in una dimensione privata. Ma non è ragionevole voler santificare pubblicamente chi ha commesso reati accertati con sentenze passate in giudicato. A Marino, allo stato, si rimprovera una vicenda (quella delle ricevute fiscali dei ristoranti) decisamente assai meno eclatante. Non è, allo stato, nemmeno indagato. In questo Paese si è perso (o forse non c’è mai stato) il senso della misura e del giudizio politico.

 
30/10/2015 - Le metamorfosi di Cantone... (Franco Labella)

Ho molta stima per il magistrato Cantone. Ha lavorato bene in Magistratura e rischiato molto, ha accettato un incarico prestigioso ma assai delicato, è sobrio e misurato nei suoi interventi. C'è, però, da qualche tempo, una evidente iperproiezione del sè: ormai non disdegna di intervenire pubblicamente su tutti e su tutto. Normale che lo faccia sui temi legati al suo attuale incarico, decisamente meno che accetti di farsi intervistare su altro compreso, ad esempio, lo stato dei rapporti tra esecutivo e potere giudiziario. Perchè essendo il suo attuale incarico frutto di una scelta politica dell'attuale Governo non è molto elegante assumere posizioni pubbliche che potrebbe magari essere mal interpretate. In questo momento, immagino, sia in aspettativa e certamente ha il suo bel daffare. Sarebbe conveniente, a mio parere, risparmiare energie per il suo lavoro. Ovviamente ha diritto come tutti di dire la sua, ci mancherebbe. Ma se la sobrietà è stata, finora, la sua cifra, mi aspetto che la coltivi ancora. Eviterebbe, così, anche solo il sospetto che adombra Da Rold. Quello, cioè, di star decidendo cosa vuole fare da grande e magari non più in Magistratura ma con un ruolo diverso. Anche perchè di "salvatori della patria" e "uomini della provvidenza" veri o presunti c'è stata è c'è una certa inflazione... segue