BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

DIETRO LE QUINTE/ Da Marino a Cantone, il "cortocircuito" che manda in tilt Renzi

Giuseppe Sala (Infophoto)Giuseppe Sala (Infophoto)

Ma anche un incarico ricco di ulteriori potenzialità per un top manager delle infrastrutture come Sala: alla Cdp fanno capo attività importanti come F2I, FSI e FII (i due fondi di private equity pubblico), l'edilizia sociale, senza dimenticare Metroweb e il progetto nazionale Banda Larga, appena avviato. Non deve dunque stupire se più di un osservatore, ieri sera, considerasse la nomina come incompatibile con la possibile candidatura per Palazzo Marino. Un po' a sorpresa, è stato per lo stesso Sala a dichiarare: "È un ruolo da consigliere che può lasciare aperto assolutamente tutto. Nessuna pietra tombale, sono anzi onorato che qualcuno pensi a me per Milano". 

Tutto chiarito? Troppa grazia Sant'Antonio. Raffaele Cantone non è un personaggio di secondo piano, non può essere solo il garante di un accordo. Se si guarda all'Italia di oggi, ai nuovi poteri che si stanno formando e consolidando, Cantone può essere considerato, dopo Mario Draghi, l'uomo più conosciuto e apprezzato all'estero, soprattutto al di là dell'Atlantico. Si muove con disinvoltura e sicurezza. E' un magistrato in aspettativa che polemizza apertamente con l'Associazione nazionale magistrati, alla quale, ieri, ha indirettamente comunicato che forse non si iscriverà più, sfidando in questo modo il presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli.

Sorge quindi un dubbio di fronte a un simile nuovo protagonista della vita italiana: e se a Milano, Cantone avesse lanciato se stesso per la corsa alla prima poltrona di Palazzo Marino, puntando in sostanza a un ruolo politico e istituzionale ancora più importante? Non ci sarebbe da stupirsi. Anche se la partita del Pd, nel gioco politico nazionale, diventerebbe ancora più problematica. Ma, dopo la telenovela romana, non è facile per il Pd fare lo schizzinoso.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
30/10/2015 - Marino indagato (Franco Labella)

All'ora antelucana in cui avevo postato il commento non era nota la circostanza di Marino indagato. Ora non solo lo si legge ma a stare all'articolo di Bonini su Repubblica Marino ne era a conoscenza già da qualche giorno. Negli Stati Uniti, tanto amati da Marino, per molto meno un uomo politico chiude la sua carriera.

 
30/10/2015 - Le metamorfosi di Cantone... II parte (Franco Labella)

Due giorni fa mi è capitato di ascoltare in tv una rievocazione della vicenda di Sigonella e l'intervento di Stefania Craxi che tendeva, partendo da quell'episodio, a rimuovere tutto quello che poi è stato oggetto di sentenze definitive della Magistratura. Anch’io, come figlio, difenderei oltre misura mio padre. Lo capisco e non lo trovo strano in una dimensione privata. Ma non è ragionevole voler santificare pubblicamente chi ha commesso reati accertati con sentenze passate in giudicato. A Marino, allo stato, si rimprovera una vicenda (quella delle ricevute fiscali dei ristoranti) decisamente assai meno eclatante. Non è, allo stato, nemmeno indagato. In questo Paese si è perso (o forse non c’è mai stato) il senso della misura e del giudizio politico.

 
30/10/2015 - Le metamorfosi di Cantone... (Franco Labella)

Ho molta stima per il magistrato Cantone. Ha lavorato bene in Magistratura e rischiato molto, ha accettato un incarico prestigioso ma assai delicato, è sobrio e misurato nei suoi interventi. C'è, però, da qualche tempo, una evidente iperproiezione del sè: ormai non disdegna di intervenire pubblicamente su tutti e su tutto. Normale che lo faccia sui temi legati al suo attuale incarico, decisamente meno che accetti di farsi intervistare su altro compreso, ad esempio, lo stato dei rapporti tra esecutivo e potere giudiziario. Perchè essendo il suo attuale incarico frutto di una scelta politica dell'attuale Governo non è molto elegante assumere posizioni pubbliche che potrebbe magari essere mal interpretate. In questo momento, immagino, sia in aspettativa e certamente ha il suo bel daffare. Sarebbe conveniente, a mio parere, risparmiare energie per il suo lavoro. Ovviamente ha diritto come tutti di dire la sua, ci mancherebbe. Ma se la sobrietà è stata, finora, la sua cifra, mi aspetto che la coltivi ancora. Eviterebbe, così, anche solo il sospetto che adombra Da Rold. Quello, cioè, di star decidendo cosa vuole fare da grande e magari non più in Magistratura ma con un ruolo diverso. Anche perchè di "salvatori della patria" e "uomini della provvidenza" veri o presunti c'è stata è c'è una certa inflazione... segue