BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ Le mosse del Pd per liberarsi di Renzi

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Il premier-segretario è insomma "guar dato a vista" dalle più alte cariche dello Stato mentre la minoranza lo tallona sul territorio puntando a sostituirlo al prossimo congresso. Renzi ha commissariato il Nazareno, ma non riesce ancora a governare il partito. In certe Regioni deve fronteggiare uno scenario da "guerra civile" a cominciare dalla "sua" Toscana: espulsioni, accuse di brogli, liti su porti e aeroporti, vertici di partito in crisi. In aggiunta il "governatore" Enrico Rossi si candida a sostituire Renzi alla guida del Pd e pone il "veto" su Verdini evocando Berlinguer e la "questione morale". E in Parlamento, Speranza e Gotor gli fanno eco.

Renzi è bersagliato dall'opposizione interna soprattutto sul punto che gli è stato rinfacciato dal rabbioso Varoufakis: essersi messo sotto la Merkel rinunciando a un ruolo nella leadership della sinistra europea. 

Infatti il problema di Renzi a Bruxelles non è la debolezza della Mogherini che è già molto se riesce a non essere esclusa lei: alle trattative sull'Iran Juncker l'ha sostituita con il predecessore (la peraltro non eccelsa Catherine Ashton) e nei giorni scorsi al "vertice" Ue con Putin sull'Ucraina la Mogherini non c'era. 

Renzi come leader della sinistra italiana era il naturale e primo destinatario della lettera di Draghi e degli altri vertici istituzionali europei per una maggiore integrazione che è invece ostacolata dalla Merkel. E Renzi è rimasto silenzioso. Così come ha girato le spalle all'appello più recente di Hollande ai sei Stati fondatori dell'Unione europea per "varare un'eurozona più coesa". Ma la scelta di Renzi di mettersi al riparo sotto la Germania è forse anche obbligata nel senso che con il nostro indebitamento riusciamo così ad ottenere più flessibilità dai controllori di Bruxelles che sono tutti in mano tedesca. La conseguenza è però che non abbiamo molta voce in capitolo sulla scena internazionale. Anche perché quando ci sono candidature credibili — da Prodi per l'Onu a Letta per l'Unione europea e Frattini per la Nato — il governo italiano si arrabbia e nega ogni interesse. E' così che la voce più importante messa da Renzi sulla scena mondiale è la Mogherini (che viene anche rimproverata). 

Comunque il disegno di Renzi di trasformare il governo in un monocolore (come obbliga l'attuale versione dell'Italicum) facendo del Pd il partito unico non genericamente della nazione (come malignano gli oppositori), ma di un centro-sinistra nazionale, continua a crescere ed appare l'unico progetto vivente sulla scena italiana.

© Riproduzione Riservata.