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FABBRICHE OKKUPATE?/ Landini, Berlinguer e il "richiamo" alla Cgil del '79

Pubblicazione:mercoledì 7 ottobre 2015

Maurizio Landini, segretario della Fiom (Infophoto) Maurizio Landini, segretario della Fiom (Infophoto)

La fotografia e le immagini sono impietose. Il responsabile delle attività a lungo raggio di Air France, Pierre Plissonnier, se la svigna dopo un “incontro” con dipendenti e sindacalisti, con la camicia lacerata e il vestito stazzonato neanche avesse partecipato a una rissa da bar. Ancora peggio è toccata a Xavier Broseta, il responsabile delle risorse umane: letteralmente denudato.

Alla vecchia Cgt francese, quella che ai tempi del generale De Gaulle scendeva in piazza una volta l’anno al grido “Contre le patronat et le pouvoir personnel” e poi si rifugiava, soddisfatta, a bere nei bar della banlieue parigina si è affiancato oggi un sindacato piloti guidato dal “duro” Erich Derivry e da altri esponenti sindacali che di sacrifici non ne vogliono neppure sentir parlare.

È vero che Alitalia non è finita bene, con le cordate di Berlusconi e Passera, ma se si pensa che l’alternativa sponsorizzata dal leader del centrosinistra, Romano Prodi, era proprio Air France, che oggi ha in programma 2900 esuberi: campa cavallo! Il problema è che le crisi aziendali erano già evidenti prima della grande crisi del 2007, anche nel mondo del trasporto aereo. La somma che è uscita dalle crisi in embrione più la crisi finanziaria è uno sconvolgimento sociale che la politica, i sindacati, la classe dirigente nel suo complesso non sanno più governare, nonostante tutte le rassicurazioni elargite a mani basse da media distratti o inconsistenti nelle loro analisi.

È indubbiamente importante che la globalizzazione riduca il numero dei poveri a livello planetario. Ma se le zone di antico e consolidato benessere subiscono grandi contraccolpi, con impoverimento progressivo e quasi la cancellazione del ceto medio, i problemi che si cominciano a risolvere da una parte rispuntano da un’altra.

Non è un caso che ci sia da prendere atto di una disaffezione non solo politica, ma anche sindacale a livello europeo. In Francia, il rappresentante dei piloti, Erich Derivry, si mette alle spalle i socialisti di Manuel Valls e soprattutto quelli del presidente Francois Hollande, oltre alla vecchia Cgt. Nella grande confusione della sinistra europea, salta fuori di tutto e di più.

In Italia, il leader della Fiom, Maurizio Landini, va quasi a resuscitare la Cgil del 1979-1980, quella che piaceva a Enrico Berlinguer dopo l’abbandono del compromesso storico e dei governi di unità nazionale. È del novembre 1979 il comitato centrale del Pci più combattuto da Berlinguer, e dallo stesso Luciano Lama della Cgil, contro Giorgio Amendola, che accusava di settarismo partito e sindacato.

Ieri Landini ha rievocato l’occupazione delle fabbriche. “Occupare le fabbriche? Sarei pronto a farlo per difendere il lavoro”. E Landini ha aggiunto: “Oggi qualsiasi azienda che chiude è persa per sempre. Per difendere posti di lavoro e crearne di nuovi siamo pronti a utilizzare, democraticamente come abbiamo sempre dimostrato, determinate azioni”.


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