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SCENARIO/ Leoluca Orlando: è Mattarella l'unico argine al renzismo

Leoluca Orlando (Infophoto) Leoluca Orlando (Infophoto)

Mortifica ulteriormente le autonomie locali. Si vuol fare un Bundesrat italiano, nella realtà si fa una camera composta da senatori che rappresentano i comuni ma che vengono scelti dai consigli regionali. E' una violazione bella e buona del principio costituzionale che pone sullo stesso piano comuni, città metropolitane e regioni e la mortificazione definitiva di una dimensione istituzionale e politica necessaria, ridotta ormai da anni a svolgere la parte di esattore per conto terzi.

Tra i terzi ora c'è anche Renzi?
Sì, perché il metodo è lo stesso: taglio dei trasferimenti, fiscalità alleggerita al centro ma ricaricata sui cittadini con la faccia dei sindaci.

E il resto della riforma?
Mi risulta che l'articolo 49 non sarà modificato. Prevede che i partiti svolgano la loro attività con metodo democratico, ma continua ad essere inattuato. Con l'aggravante di trasformare il sistema politico, privo di realtà di filtro e di mediazione delle scelte politiche, in una giungla, dove al posto dei partiti avremo un'accozzaglia di bande in conflitto. Dietro ognuna delle quali stanno soggetti la cui verifica democratica non avviene mai. Né mediante legittimazione democratico-elettorale, né mediante legittimazione democratica interna all'organizzazione. 

Mattarella e Grasso, al contrario, insistono sulla fedeltà al mandato parlamentare. Un argine istituzionale destinato a scontrarsi con il leaderismo politico di chi comanda?
In questa fase il presidente della Repubblica e quello del Senato hanno il compito di svolgere esattamente un'azione di richiamo per evitare gli eccessi e le derive che ho detto. 

Ma più di questo possono fare?
Hanno i limiti del loro ruolo istituzionale. Ma non c'è dubbio che la storia politica del presidente della Repubblica è all'opposto di ogni eccesso di protagonismo e di leaderismo politico. In più, il rispetto del ruolo del parlamento e la tradizione cattolico-democratica, così attenta ai mondi vitali e ai corpi intermedi, sono oggi un elemento di riequilibrio indispensabile.

Lo stile di Napolitano e lo stile di Mattarella. 
Fanno entrambi i presidenti della Repubblica.

Intende dire che qualcuno lo fa indebitamente?
No, perché? Il problema non è se intervieni o no, ma il motivo. Mi pare che nell'uno e nell'altro caso questo avvenga o sia avvenuto all'interno del ruolo istituzionale.

Sergio Mattarella è stato voluto da Renzi, che sul suo nome, dopo la rottura di Berlusconi, ha unito tutta la sinistra. Un fattore limitante per Mattarella?
Assolutamente no. Nella nostra storia i presidenti della Repubblica sono stati sempre "altro" rispetto a quello che uno si immaginava che fossero in base alla maggioranza che li aveva eletti. Piuttosto è vero il contrario: occorre evitare di pensare al capo dello Stato come se fosse il presidente del Consiglio, che rimane sempre espressione della maggioranza che gli ha dato la fiducia. Non così il primo.

Renzi se lo ricordi. Giusto?


COMMENTI
08/10/2015 - Senza parole (Luigi PATRINI)

Che dire? Sono senza parole: se queste cose le dice anche Orlando...