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DIMISSIONI MARINO/ E' il prefetto Gabrielli, il "Sala" romano di Renzi?

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Ignazio Marino (Infophoto)  Ignazio Marino (Infophoto)

A destra c'è la Meloni. Romana robusta, di quartiere, molto "garbatelliana", con un buon seguito a Roma, ma non è un candidato con capacità espansive. I 5 Stelle sono sicuramente sulla cresta dell'onda, ma hanno il problema di non avere il candidato sindaco e quelli che si sono offerti al loro interno sono fragilissimi. Tutto ciò può avvantaggiare Alfio Marchini, che però non può compromettersi con un apparentamento a destra con Meloni e Salvini. Anzi, potrebbe perfino essere sponsorizzato da Renzi. Infine, non è esclusa la discesa in campo di un "mister X", capace di farsi interprete di un'esigenza pressante di cambiamento, che però non saprei identificare con un nome.

Un mister X di provenienza partitica? O piuttosto un "alieno"?
Quelli di provenienza politica o sono già stati sindaci, e di questi tenderei a escludere che Veltroni abbia voglia di tentare; potrebbe essere spinto a farlo Rutelli, ma dovrebbe calcolare il rischio di una seconda sconfitta. Oppure sarebbero renziani come Gentiloni e Giachetti. Entrambi conoscono Roma benissimo, ma non hanno grande seguito elettorale. Gentiloni ha perso le primarie, Giachetti è un parlamentare bravo, combattivo, coraggioso, però nessuno sa quanto voti ha alle spalle. 

Quindi?
Questo fa pensare che come per Milano, dove pensa a Giuseppe Sala, anche per Roma Renzi sia in cerca di un "Sala" romano. Renzi deve poter dire all'opinione pubblica romana incazzata: ora basta, vi propongo un signore che qui mette ordine. 

Uno come il prefetto Franco Gabrielli.
Deve solo decidersi. Ha il physique du rôle, ha le carte in regola e le capacità. Ma è anche uno dei possibili candidati a prendere il posto di Alessandro Pansa a capo della polizia. 

Un bel problema.
Fare il sindaco di Roma o è la conclusione di una brillante carriera o ne è l'inizio. Per Gabrielli non si tratterebbe della conclusione, perché è molto giovane, dunque dovrebbe essere l'inizio di una carriera tutta politica. Cosa che io non credo. E' uomo delle istituzioni, e se gli chiedono di commissariare Roma in questi mesi lo farà brillantemente. Ma potrebbe bastargli.

Un candidato sindaco di Roma può permettersi di essere solo espressione identitaria?
No, non più. Oggi un candidato identitario se arriva al 20 per cento è già grasso che cola. Questo è anche il limite del candidato M5s, che ha potenzialmente molti voti ma è appunto identitario. I 5 stelle sono combattivi e in crescita, ma sono ugualmente molto detestati. 

E il tempo rema contro tutti.
Sì. Paradossalmente, tutte le forze politiche e anche gli outsider avrebbero tutto da guadagnare di fronte a elezioni a breve termine, quando i fuochi sono ancora accesi. 

Cioè primavera 2016. 



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COMMENTI
09/10/2015 - Ad ognuno la sua colpa (claudia mazzola)

Ricordo che l'anno della Misericordia inizia l'8 dicembre.

 
09/10/2015 - giubileo (roberto castenetto)

Niente misericordia per Marino?