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Politica

CENTRODESTRA IN PIAZZA/ Solo un "Be-sa-me mucho", ma le nozze sono altra cosa

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Nessun vantaggio, Berlusconi deve cercare un motivo per non morire politicamente. Fallito il Patto del Nazareno, la scelta di andare con Salvini era quasi obbligata. Tutto il tormentone legato alla decisione di andare o meno a Bologna documenta che Berlusconi non ha le idee chiare. Anzi, Forza Italia è priva di una strategia politica. Il “pallino” del centrodestra è completamente in mano a Salvini, mentre Forza Italia è in debito d’ossigeno.

 

Lei ritiene che i moderati voteranno per Renzi?

Non è detto. Il disegno di Renzi e Verdini è quello di mantenere l’attuale quota di votanti intorno al 50-60% e fare man bassa all’interno di questo bacino. Nel restante 40-50% di indecisi e potenziali astenuti, non credo che il centrodestra possa “toccare palla“. Magari possono riuscirci l’M5S e i nuovi movimenti, ma la fotografia di Bologna mi sembra vecchia. E’ pur vero che ci sono parecchi moderati che tra Renzi e Grillo preferiscono non andare a votare, ma a maggior ragione non vedo perché dovrebbero scegliere una piazza fatta da leghisti senza un programma politico.

 

Renzi accetterà di cambiare l’Italicum?

Renzi non ha una visione strategica del futuro. Se arriverà il momento in cui dai sondaggi capirà che il premio di lista rappresenta un pericolo per il Pd, pur di vincere cambierà l’Italicum. Non penso però che Alfano abbia la forza di imporre a Renzi il cambiamento della legge elettorale.

 

Che cosa accadrebbe con un premio di coalizione?

I sondaggi ci dicono che anche con un premio di coalizione, il ballottaggio sarà una sfida tra sistema e anti-sistema: da un lato c’è il Pd, dall’altra l’M5S. La forza espansiva di Salvini non va oltre il 15%, perché al Centro e al Sud non ha mai sfondato né ci riuscirà in futuro. Se Berlusconi riuscirà a recuperare un 5-10% di voti e la Meloni mantiene il suo partito intorno al 4-6%, allora sommando Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia potrebbero superare il 27%, cioè le preferenze dell’M5S. Ma certamente sono lontani dal 40% di cui parlavano ieri a Bologna.

 

E se alla fine Salvini e Berlusconi trovassero la formula per fare una lista unica?

Sono scettico. Se poi faranno la lista unica, Berlusconi dovrà cedere forti quote di potere. Quando nacque il Pdl, le quote erano del 70% agli ex di Forza Italia e del 30% agli ex di An.

 

Quali quote ci saranno adesso?

E’ un nodo che complica le cose, e che rende difficile la presentazione di una lista unica.

 

(Pietro Vernizzi)

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