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DIETRO LE QUINTE/ Tra Miglio, Enrico Cuccia e Bruxelles: la "nuova Lega" di Salvini

Matteo Salvini (Infophoto) Matteo Salvini (Infophoto)

Facciamo un elenco delle sofferenze dell'Italia e soprattutto del suo "motore" economico nordista. La grande borghesia, quella che ha legato il suo nome alle grandi aziende, ha svenduto o si è trasferita all'estero, naturalmente ammaliata dalla finanza. Insomma, ha ammainato bandiera, ribadendo in questo modo di essere quello che aveva sempre sostenuto Giorgio Amendola: una "borghesia stracciona". Il "quarto capitalismo" delineato e spalleggiato dalla grande Mediobanca di Cuccia e Maranghi non decolla, non viene aiutato contro le incursioni internazionali e contro le miopie nazionali. Se nel 2007 lo storico dell'economia Giuseppe Berta poteva raccogliere per gli Annali Feltrinelli La questione settentrionale delineando una grande zona italiana, una autentica macroregione padana attiva e innovativa con Milano capitale, oggi Berta scrive La via del Nord, con un sottotitolo triste: dal miracolo economico alla stagnazione.

Il giovane Matteo Salvini, nonostante la grevità del suo modo di fare politica, del suo schematismo spesso insopportabile, dei suoi toni lepensisti insopportabili, non poteva fare altro che cambiare politica. A parte l'"utopia" indipendentista, che esisterà sempre nel linguaggio leghista, quale modello di Nord poteva difendere?

Ecco cosa dice Berta: "La società settentrionale ha perso il proprio carattere più esemplare, cioè l'essere il motore dello sviluppo del Paese, capace non soltanto di additare un percorso di progresso, ma di convogliare lungo il cammino della crescita parti e componenti del resto d'Italia. Ora il più solido stereotipo del Nord — il pensare se stesso come area forte tra le aree forti d'Europa — semplicemente non esiste più, dissolto come le virtuose pratiche civili di cui si credeva un tempo depositario". Parole che sono come pietre, ma che Berta documenta con dati e ricerche.

Alla fine Matteo Salvini, "rampollo" e coprotagonista di una classe politica sgangherata, non aveva altra scelta che spostare gli obiettivi politici dalla difesa del Nord alla difesa dalla tecnocrazia europea e dallo strapotere della finanza. Buon senso, anche se speso con scarso peso politico specifico. Per questo la Lega cresce nei sondaggi: per le polemiche sugli emigrati, per la denuncia contro la legge Fornero, per la battaglia contro la pressione fiscale.

L'appunto che Roberto Maroni ha fatto a Salvini — l'articolo 1 va mantenuto, l'indipendenza della Padania resta al primo posto — è in fondo solo una difesa della vecchia "barricata", che al momento si avvicina più alla mitologia che alla politica.

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