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Politica

SCENARIO/ Folli: ora Renzi è prigioniero (anche) di De Luca

Matteo Renzi con Vincenzo De Luca (Infophoto)Matteo Renzi con Vincenzo De Luca (Infophoto)

Alcune di queste situazioni sono state ereditate dal passato, ma la candidatura e l’elezione di De Luca è avvenuta sotto la gestione di Renzi. Il premier si è affidato troppo a se stesso, alla sua immagine e all’idea che gli italiani votino lui anziché il partito. Non siamo però negli Stati Uniti, dove i partiti non esistono e gli elettori votano la persona. In Italia la struttura che ha ereditato la vecchia rete capillare dei partiti di massa, pur in una situazione degradata, esiste ancora. Si vota quindi la persona ma anche la forza politica.

 

Intanto sulla vicenda della legge Severino è intervenuto anche Berlusconi, dicendo che la sua abolizione era contenuta nel Patto del Nazareno. E’ davvero così?

Questi patti non sono mai così espliciti, ma c’è spazio per un non detto. Sono cose che si lasciano intendere, ma nessuno ti dà delle garanzie. E’ chiaro che ognuno vuole pensare quello che ritiene più conveniente. Nel momento in cui si stringe un patto, ciascuno ha delle aspettative e l’altro non ha interesse a smentirle.

 

Perché Berlusconi esce su questo tema proprio adesso?

Berlusconi ha tirato fuori la legge Severino soltanto perché è rimasto scottato dalla rottura del Patto del Nazareno e voleva dare una spiegazione dei tradimenti di Renzi nei suoi confronti.

 

Il leader di Forza Italia ha un progetto o si sta leccando le ferite?

Il suo unico progetto è sopravvivere, tutelare i suoi interessi e giustificare una serie di comportamenti contraddittori. Berlusconi ancora un anno fa era una figura che contava nella politica italiana, tanto da essere l’interlocutore privilegiato di Renzi. Oggi invece è un signore che conta molto poco, pur avendo ancora un “gruzzolo” di voti personali. Di fatto però è isolato ed è costretto a correre dietro a Salvini. Berlusconi si giustifica agli occhi del suo elettorato, cercando di fornire una spiegazione del perché oggi si trova in questa situazione.

 

La rottura con Renzi ha danneggiato soprattutto Berlusconi?

Su questo non ci sono dubbi. E’ per questo che oggi Berlusconi va cercando altre spiegazioni, come la questione della legge Severino. In realtà tutto era nato dall’elezione del presidente della Repubblica. A distanza di mesi ci si accorge che è stato un errore rompere su Mattarella: c’erano mille modi per gestire meglio quella battaglia politica. Anche perché il primo errore lo ha commesso Berlusconi, quando è passato sopra a Renzi facendo il nome di Giuliano Amato.

 

(Pietro Vernizzi)

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