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Politica

DIETRO LE QUINTE/ L'"opa" di Della Valle spacca Forza Italia, Renzi ringrazia

Diego Della Valle (Infophoto)Diego Della Valle (Infophoto)

Da aperto sostenitore di Renzi, all'epoca delle primarie con Bersani, Della Valle è diventato suo acerrimo nemico. Lo ha definito dannoso, invocando l'intervento di Mattarella. Colpa — dicono — del feeling scoppiato fra Renzi e Marchionne. Lui, Della Valle, ha una storia centrista, testimoniata dall'amicizia storica con Clemente Mastella. Lui forse potrebbe riuscire a fare da ponte fra la galassia centrista alfaniana e la destra a trazione nero-verde di Salvini e Meloni, che a livello europeo guarda alla Le Pen, e non al Ppe.

L'impresa è titanica, e potrebbe anche non riuscire, viste le asperità caratteriali dei personaggi. Eppure tutti i protagonisti del centrodestra sembrano aver metabolizzato la necessità di dar vita a un listone unico per poter avere reali chanches di vittoria con la nuova legge elettorale, l'Italicum. Se non si arriverà a un'intesa, il centrodestra diventerà residuale rispetto a uno scontro che sarà tutto imperniato su Pd e Movimento 5 Stelle.

Il rischio della residualità potrebbe materializzarsi già alle prossime elezioni amministrative. Basta pensare a Roma, e al ruolo dirompente che potrebbe avere la candidatura di Alfio Marchini, subito bocciata dalla Meloni. Della Valle, insomma, rischia a livello nazionale di spaccare il fronte moderato allo stesso modo di Marchini a Roma, facendo un inatteso regalo proprio a quel Renzi con cui sino a un anno fa andava a braccetto allo stadio per tifare la Viola. 

Molto dipenderà dalle mosse di Berlusconi, che non ha ancora capito se la discesa in campo di Della Valle si configura come un'opa ostile o amichevole su quel che resta di Forza Italia. Una diffidenza manifestata anche in tv, dove l'ex Cavaliere si è detto certo che "lo scarparo" non scenderà in politica. Troppo gente da convincere, quindi, bisognerà vedere se Della Valle avrà la pazienza di ricucire assieme i fili strappati di una proposta elettorale di centrodestra credibile, che oggi manca del tutto.

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