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NUOVI ATTENTATI/ L'ex ministro Scotti: l'intelligence non è preparata al nuovo terrorismo

Polizia francese (Infophoto) Polizia francese (Infophoto)

E' vero. Ricordo che gli uomini dei servizi non conoscevano neppure l'arabo, non parlavano arabo. Abbiamo trascurato e sottovalutato un grande problema che vedevamo crescere e che molti amici ci invitavano a osservare. Ho a questo proposito dei ricordi personali che oggi mi mettono i brividi alla schiena. E' inevitabile quindi essere preoccupati, ma le possibilità di risposta ce le abbiamo ancora.

 

Come? In quale modo?

Dobbiamo investire proprio in cultura, dobbiamo conoscere questo mondo e, in Italia, per tradizione, abbiamo uomini di grande valore. Mi creda, ne ho conosciuti tanti di personaggi che facevano questo lavoro e non avevano da invidiare nulla a nessun servizio estero più famoso o più noto o più importante per tradizione.

 

Poi ci sarà il problema anche di isolare veramente lo stato islamico e possibilmente di scardinarlo.

E qui occorrerà fare un grande lavoro politico, diplomatico. Con scrupolo e attenzione. Per una partita come questa, che durerà per diversi anni, è necessaria una grande coalizione internazionale.

 

(Gianluigi Da Rold)

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