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PARIGI-ITALIA/ Bertinotti: no alla guerra, ecco perché sto col papa

Pubblicazione:venerdì 20 novembre 2015

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Il terrorismo è sempre un partito armato. "Partito" vuol dire che si costituisce nella sfera della politica, non c'è niente che lo genera direttamente: né la povertà, né la miseria, né la disperazione, né la religione. Tale costituzione politica può poi essere più o meno facilitata dalle condizioni ambientali. E allora, come accade in Francia e in Belgio, la capacità di reclutamento è maggiore.

C'è una fortissima crisi culturale interna all'islam.
Assolutamente sì. Ogni idea forte contiene il rischio del fondamentalismo, che vuol dire la negazione dell'altro. Ma non si sfugge a questo rischio slittando verso il relativismo e il pensiero debole, che è inutile all'umanità. Bisogna contrastare il pericolo dall'interno.

Da una parte c'è chi uccide in nome di Dio, dall'altra c'è un mondo che si è allontanato da Dio fino a renderlo irrilevante. I foreign fighters sono andati in Siria per fuggire dal Nulla.
Siamo di fronte a un mistero della vita umana, è difficile dare risposte; non le abbiamo nemmeno per una madre che uccide suo figlio tra le mura di casa. Ed è per questo che io, non credente, sono commosso quando penso al Giubileo della misericordia. E' la risposta che l'uomo sincero attende di fronte all'esplosione della violenza. 

Che cosa le fa dire questo?
Avverto che la misericordia è la questione chiave, il culmine del bisogno ultimo di noi uomini di guardare l'altro negli occhi. Le discussioni sul rinvio del Giubileo sono insensate, non tanto per ragioni di sicurezza, ma per la diversità abissale che c'è tra la conferma del Giubileo e il petto gonfio di chi proclama la guerra. E comunque, conosco l'obiezione.

Lo ha detto lei: non sono credente.
Francesco risponderebbe che devo seguire la mia coscienza. Credenti o non credenti, noi uomini non abbiamo degli "statuti speciali" per vivere. Anche la coscienza non è un'istantanea, ma il frutto di un processo; esattamente come la fede, quando è vissuta autenticamente, non lascia in pace. 

E che cosa dice la coscienza?
Coscienza non è fare quello che vuoi, o che desideri o che ti piace. E' un processo di costruzione del rapporto con l'altro e con il nostro essere uomini. 

Cosa si deve fare in Siria e Iraq, presidente Bertinotti?
Mi viene in mente una ballata di Dario Fo, quando dice che siamo tutti uniti, ma il nemico marcia alla nostra testa. Direi due cose: la prima, abbandonare l'idea di essere noi a fare la guerra. La seconda, ricostruire la mappa degli amici e dei nemici con un profondo processo di revisione critica. Gli stati dell'occidente hanno scelto come alleato di volta in volta il nemico del proprio nemico, e così hanno creato il mostro. Chi finanzia il Daesh se non l'Arabia Saudita e il Qatar? Ma chi è alleato di queste forze? Cominciamo con l'abbandonare il terreno delle complicità. 

Si può colmare il nostro vuoto? 


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COMMENTI
23/11/2015 - partiamo dalla realtà (Giovanni Maffini)

Bene il richiamo ai valori constituzionali (ripudio della guerra), ma se l'analisi di Bertinotti è che non siamo di fronte né a un nemico, né a un nemico che possiamo identificare con dei confini territoriali, un governo organizzato co leggi, un esercito... ma allora non abbiamo capito proprio nulla di quel fenomeno mostruoso dello stato islamico. Forse una cosa è vera: i confini di questo Stato si modificano di giorno in giorno e non sono ancora stati delineati sul mappamondo che studiamo a scuola... peccato che questo califfato è come un cancro che ha divorato territori di Iraq, Siria e minaccia i confini degli altri paesi confinanti. Peccato che da questo Stato (ripeto stato, non cellula impazzita di qualche gruppo terrorista) sia il quartier generale di kamikaze che vengono reclutati in Europa. Peccato che questo Stato abbia dichiarato guerra anche ad altri stati islamici come l'Arabia Saudita... insomma, vogliamo capire che se qualcun ti dichiara guerra si è in guerra, che tu lo voglia o no? E soprattutto che se non capiamo che questa è guerra è perché partiamo dalle nostre idee vuote di dialogo e tolleranza e non dalla realtà???

 
20/11/2015 - Bertinotti non conosce la Costituzione (Giuseppe Crippa)

Anch’io rivendico il diritto di difenderci da politici “alla Bertinotti”, ma l’intervista è molto bella e ricca di considerazioni meditate, che comunque non sempre condivido. Un grazie quindi anche all'intervistatore. La distinzione tra guerra, che è una parola che non mi fa schifo (semmai paura come di cosa difficile ma dovere inevitabile) ed operazione di polizia internazionale tutto sommato la condivido. E’ triste comunque che un ex Presidente di una Camera non sappia che l’Italia nella sua costituzione non ripudia la guerra tout-court ma soltanto in quanto mezzo per risolvere controversie. E la difesa da un’aggressione (a noi o a un alleato) non è una controversia!

 
20/11/2015 - Sta di più col Papa chi non crede di chi crede (claudia mazzola)

Bellissima intervista da un Bertinotti che riscopro uomo ed umano.

 
20/11/2015 - Riflettiamo sul figliol prodigo (Luigi PATRINI)

No, Taddei, non sia così perentorio! Si possono discutere e precisare meglio alcune affermazioni di Bertinotti. Io non ho mai condiviso il pensiero politico di Bertinotti, ma riconosco che in quello che dice c'è del vero. Noi cristiani dobbiamo valorizzare quello che anche un nostro "avversario" finalmente comincia a capire. E lui, mentre comincia a capirlo, lo sta forse vedendo meglio di noi nello "splendore" in cui rifulge: io temo che noi cristiani praticanti e "convinti" facciamo la fine del fratello maggiore del figliol prodigo della famosa parabola di Gesù. Lasciamoci travolgere anche noi da questa "presenza splendente e luminosa" che lo Spirito suscita dove vuole! Stiamo assistendo alla nascita del mondo nuovo; certo in questo momento stiamo soffrendo le doglie del parto, come dice S. Paolo.

 
20/11/2015 - commento (francesco taddei)

ancora politici che predicano peace&love. abbiamo il sacrosanto diritto di difenderci. sia dai terroristi sia da questi politici.