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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Bassolino, Milano, M5s: tre problemi (seri) per Renzi

Antonio Bassolino (Infophoto)Antonio Bassolino (Infophoto)

A controprova basta citare il caso di Torino, dove le chances di vittoria sono affidate alla ricandidatura di Piero Fassino, che è diventato renziano, ma certo non si può definire nuovo. E in regione, sempre a Torino, c'è un altro "usato sicuro", Sergio Chiamparino.

La rottamazione, insomma, può attendere. Gli scenari elettorali, del resto, consigliano di non commettere passi falsi. Il consolidamento del renzismo passa infatti per un doppio passaggio elettorale, le amministrative della prossima primavera, e le elezioni politiche del 2018 (o 2017, come in molti ipotizzano). C'è tempo ancora, ma i sondaggi fanno pensare, soprattutto quelli che vedono il ballottaggio (previsto dall'Italicum) più pericoloso quello con il Movimento 5 Stelle. Politicamente oggi nelle indagini demoscopiche l'Italia appare sempre più spaccata in tre parti quasi equivalenti: il primo posto nel ballottaggio appare  scontato appannaggio del Pd, stabilmente oltre il 30% dei consensi, mentre c'è incertezza su quale lista tra centrodestra e grillini arriverà secondo e contenderà a Renzi la vittoria finale. 

Al centrodestra continuano a mancare un leader riconosciuto, mentre i 5 Stelle sembrano non averne bisogno. E nel caso di sfida secca un Di Maio arriverebbe più vicino a Renzi di un Salvini. Scenari molto futuribili, ma avallati da uno dei più accreditati politologi italiani, come Ilvo Diamanti. 52,2% contro 47,8, un soffio. Un dato che fa pensare, che dimostra come sempre più italiani prendano in considerazione un approdo del movimento fondato da Grillo e Casaleggio al governo. E se decidessero di fidarsi dei grillini per Renzi il terreno si farebbe davvero insidioso. 

Da qui la necessità di non sbagliare più mosse, a cominciare dalle scelte per i candidati sindaco, dove non possono bastare gli uomini della vecchia guardia. Un altro caso De Luca sarebbe davvero deleterio. Altrimenti il renzismo non sarà più il renzismo.

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