BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ATTENTATI IN ITALIA/ Giro: anche da noi i terroristi nascono nelle periferie

Infophoto Infophoto

Questi approvvigionamenti vengono da privati, dalla vendita del petrolio, dai riscatti delle persone rapite, dalla vendita del patrimonio trafugato. Si calcola che l’Isis abbia un bilancio di 2-3 miliardi di dollari. Se si pensa che negli anni ‘80 l’Olp di Arafat aveva un bilancio di 15 miliardi di dollari circa, si comprende che lo Stato Islamico non è così potente come cerca di farci credere.


Come funziona il reclutamento dei foreign fighters?

Se si guarda la biografia degli attentatori di Parigi, emergono dei rapporti personali che riportano alcuni di loro ai pionieri del jihadismo terroristico negli anni ’90. L’Isis utilizza le stesse filiere, come altri le hanno utilizzate in passato.


Come si possono interrompere queste filiere?

Bisogna evitare di creare ghettizzazioni. I ghetti creano un clima deleterio nella società che si spacca e si divide. Questo crea difficoltà all' intelligence. Bisogna inoltre evitare di avere fenomeni in cui una comunità non si riconosca nella collettività nazionale o cittadina. Nel medio-lungo periodo è necessaria una politica educativa e sociale di coesione.


Quali conseguenze ha per l’Italia l’instabilità della Libia?

Conseguenze primarie, perché la Libia è la nostra priorità. Per fortuna in Libia si è tenuto basso il livello dello scontro perché ha funzionato l’embargo delle armi. Si vede la differenza tra la guerra di Libia e quella di Siria perché in questo secondo caso l’embargo non ha funzionato e la conseguenza è che l’intero Paese è letteralmente distrutto. Basta vedere le immagini di Sinjar appena riconquistata dai peshmerga, dove non c’è un solo muro rimasto in piedi, mentre in Libia non si è ancora arrivati a questo livello e non ci si arriverà.


Come valuta in concreto il rischio Giubileo?

Il Giubileo sarà oggetto di grande attenzione da parte dei servizi di sicurezza, anzi lo è già. Ci sarà sicuramente una forma di auto-regolamentazione.


Che cosa preoccupa di più il governo nel contrasto al terrorismo?

Soprattutto le periferie, perché come ha detto anche il presidente del Consiglio Renzi molti di questi ragazzi sono cittadini europei. Quindi tutti i governi, non solo il nostro, stanno ponendo attenzione alle periferie al cui interno si creano delle zone grigie nelle varie comunità. Per fortuna in Italia questo avviene di meno. Esiste un modello italiano di integrazione che si è affermato con il tempo, e questo è molto importante. Quello che dobbiamo compiere per rendere il lavoro di intelligence più efficace è preservare un clima positivo e non deleterio nelle nostre città.


(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.