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GUERRA AL TERRORE?/ Formica: la strategia di Renzi è quella delle vacche di Fanfani

Matteo Renzi e Francois Hollande Matteo Renzi e Francois Hollande

Per ritagliarselo ha bisogno del supporto di una grande forza militare, economica, sociale e istituzionale. L’Italia infatti è debole dal punto di vista sociale, debole dal punto di vista economico e inesistente dal punto di vista militare. Possiamo fare il pattugliamento dell’operazione Mare Nostrum e mandare quattro Tornado in Iraq. Ma i nostri aerei militari sembrano le quattro vacche di Fanfani in Calabria: le spostiamo da un punto all’altro per fare bella figura, ma sono sempre quelle.

 

Che cosa possiamo fare quindi?

Oggi serve una politica estera di entità sovranazionale. Le entità nazionali che vogliono avere una politica estera devono essere soggetti forti e autonomi dal punto di vista militare, economico e istituzionale. Per riempire questo vuoto Renzi però è bravissimo perché è il re delle chiacchiere e il condottiero di un esercito immaginario.

 

Lei dice che non esiste una politica estera europea. E’ possibile almeno un coordinamento sul piano della sicurezza?

Gli apparati di sicurezza hanno delle gelosie legate anche al livello di responsabilità. Se succede un incidente a Roma, l’apparato di sicurezza dell’Italia non può invocare il fatto che Berlino non ha condiviso le informazioni. La polizia italiana è responsabile del territorio sotto la sua competenza. La sicurezza è innanzitutto il possesso di informazioni. Chi possiede le informazioni e ha la responsabilità di tutelare la sicurezza di un territorio, non ha motivo per trasmetterle a responsabili di altri territori.

 

(Pietro Vernizzi)

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