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Politica

SCENARIO/ Sansonetti: Renzi come Reagan, ora torniamo al proporzionale

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

In Italia i partiti “non di sinistra” sono stati sempre centristi e mai pienamente reaganiani. Renzi è il primo a realizzare il disegno del reaganismo puro nel nostro Paese. Per il capo del partito di centrosinistra è un paradosso, riconosciuto del resto anche dai suoi amici e colleghi di governo. Personalmente la ritengo una scelta sbagliatissima. Al di fuori dell’Italia infatti il reaganismo ha dominato l’ultimo quarto di secolo e ha provocato l’attuale crisi.

 

A proposito di destra e sinistra, c’è posto per una cosa rossa come quella di Mineo e D’Attorre?

Posto ce n’è tanto, perché la sinistra in Italia è morta. Già era una malata grave, Renzi le ha dato il colpo di grazia. Bisogna vedere se ci sia uno spazio solo teorico o anche reale. La vera questione è se i dirigenti di un partito che ha prodotto il renzismo possano produrre anche l’anti-renzismo.

 

Di chi è figlio il renzismo?

Matteo Renzi è stato prodotto da Bersani, Veltroni e D’Alema, cioè dalla scelta moderata del Partito democratico. La stessa nascita del Pd, con la cancellazione dei Ds, fu una scelta centrista e moderata. E’ da quest’ultima che è nato Renzi, che ha spinto la sinistra italiana ancora più al centro o addirittura a destra. Mi domando se chi ha prodotto questa svolta a destra abbia le carte in regola e l’autorità per costruire una nuova sinistra che si opponga a Renzi.

 

Nelle anticipazioni del libro di Vespa, Renzi dice che l’Italicum non è un dogma. Che significato ha il fatto che queste dichiarazioni escano proprio adesso?

Renzi vuole modificare l’Italicum, perché lo aveva pensato quando riteneva di avere il 40% e adesso non supera il 30%. E’ probabile che lo voglia modificare, probabilmente non gli va più bene che il premio sia assegnato al partito e non alla coalizione. Ognuno oggi pensa la legge elettorale per le prossime elezioni e per se stesso, è da molto tempo che nessuno pensa una legge elettorale per la democrazia.

 

Secondo lei di quale legge elettorale avremmo bisogno?

La miglior legge elettorale che abbiamo avuto era il proporzionale della prima repubblica, che garantiva una buona rappresentanza. I Parlamenti eletti con questa legge hanno fatto delle riforme serie. E’ stata fatta la riforma sanitaria, anziché il taglio alla sanità, e nel 1962 è passata un’ottima riforma della scuola.

 

Alle Comunali di Milano e Roma, Berlusconi è ancora in grado di sfidare Renzi?

Nessuno sa come finirà né a Roma né a Milano. Nella Capitale la cosa più probabile è che vinca l’M5s, l’unico problema è che Grillo non vuole vincere. I tre schieramenti, destra sinistra e M5s, hanno tutti e tre lo stesso obiettivo: non fare vincere un grillino. Il più terrorizzato dalla prospettiva che vinca l’M5s, paradossalmente, rimane Grillo. In questo quadro la possibilità che vinca il centrodestra è pari se non superiore a che vinca il centrosinistra.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
05/11/2015 - Renzi come san Matteo? (claudia mazzola)

Non è la politica che salverà il mondo anzi il contrario. I Santi lo salvano!

 
05/11/2015 - commento (francesco taddei)

il vecchio sistema dei partiti che si spartiscono la torta? meglio renzi ni a maggioranza, senza dialogo e che se ne vadano pure dal partito. con sansonetti a cantare bella ciao.