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Politica

VIA DAL PD/ D'Attorre: Renzi è di destra, usciamo per rifare la sinistra

ALFREDO D'ATTORRE, insieme a Follino, Galli, Gregori, Mineo raggiunge Fassina fuori dal Pd per lavorare a un nuovo partito, con Sel. La ricetta? Keynes e la Costituzione del '48

Alfredo D'Attorre (foto agenpress.it)Alfredo D'Attorre (foto agenpress.it)

Il deputato Alfredo D'Attorre è un giovane signor riformista, che ha comunicato la sua decisione di uscire dal Partito democratico di Matteo Renzi insieme ad altri suoi colleghi. L'obiettivo è quello di "Ricostruire la sinistra" come è spiegato in un documento, con un sottotitolo che aggiunge quasi una parola d'ordine: "Per il lavoro e per l'Italia". I firmatari sono Alfredo D'Attorre, appunto, Stefano Fassina, Vincenzo Folino, Carlo Galli, Monica Gregori, Corradino Mineo. La causa è che Renzi la sinistra se la è completamente dimenticata. Non fa molti giri di parole, è invece molto chiaro e preciso D'Attorre quando riassume il programma di una nuova formazione politica in Italia, che cerchi di superare veramente la grande crisi complessiva del sistema. 

Un ricetta economica e istituzionale?

Keynes e la Costituzione repubblicana del 1948. Questo è quanto io credo che ci sia di più moderno e di più avanzato in questo momento storico per l'Italia.

Eppure, l'impressione è che voi abbiate insistito poco sulla differenza di scelte di politica economica, in questo periodo di neoliberismo trionfante e di capitalismo finanziario.

Non è vero. Lo abbiamo anche scritto, più di una volta. Se c'è stata qualche carenza, il problema è dovuto a questioni mediatiche, dove su questi temi, spesso, si approfondisce poco, si scivola via. Il meccanismo mediatico, in sostanza, lascia poco spazio a argomenti di questa portata.

Voi avete un appuntamento importante il prossimo sabato, 7 novembre, al Teatro Quirino di Roma.

Sì, in quell'occasione avremo l'opportunità di incontrarci con chi vuole ricostruire la sinistra, con chi si batte perché la sinistra non sia cancellata in Italia e costruiremo, daremo vita a un nuovo soggetto politico.

C'è già un nome? E chi aderirà a questo nuovo partito?

Ne troveremo uno, di nome. Contiamo che siano in tanti ad aderirvi. Ci sono quelli che hanno dato e che daranno le dimissioni dal Pd. C'è Sel, che confluirà nel nuovo schieramento e che si è messa con generosità al servizio di un nuovo progetto politico a partire dai gruppi parlamentari. E ci sono altre formazioni di sinistra.

Se lei dovesse indicare i motivi ispiratori complessivi di questa scelta, che cosa direbbe?

Guardi, ho riassunto prima, con Keynes e la Costituzione del 1948, una scelta complessiva. Ma posso indicarle il primo capoverso del nostro documento, per essere più esplicito ed esauriente. La mutazione genetica del Pd è purtroppo un fatto compiuto. Lo è per il programma sociale ed economico, per l'idea delle istituzioni e del sistema democratico, per le riforme fatte in materia istituzionale, nel merito e nel metodo, per la natura della vita interna al Pd, per il radicale mutamento della composizione dei suoi iscritti ed elettori, per le nuove alleanze politiche e sociali che si stanno affermando.

A questo punto il Pd di Renzi sembra veramente scivolato molto a destra e non rappresentare più la sinistra. Si potrebbe dire che siamo oltre Blair? 


COMMENTI
05/11/2015 - Scusi ma non ho tempo da perdere (Giuseppe Crippa)

Mi scusi Da Rold se questa volta non leggo la sua intervista ma non stimo uno che esce dal partito che l’ha fatto eleggere senza dimettersi da deputato e tornare, magari fino alle prossime elezioni, a lavorare (ammesso che l’abbia mai fatto: leggendo il suo curriculum su Il Sussidiario sembrerebbe che non abbia mai fatto nulla prima che il deputato…) e quindi, dato che il mio interesse per le sue risposte è proporzionale alla stima per la persona, non intendo concedergli il mio tempo.