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DIETRO LE QUINTE/ Da Bassolino a De Bortoli, tutti i nuovi "nemici" di Renzi

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

L'assemblea dei fuoriusciti dal Pd è di incerto avvenire, ma è un nuovo soggetto con visibilità parlamentare che scende in campo nelle città che vanno al voto e può essere ulteriormente destabilizzante per le maggioranze uscenti del Pd: Sinistra Italiana dipinge Renzi come un nuovo Berlusconi.

Da parte sua il premier-segretario ha commissariato il partito attribuendo al Nazareno solo la difesa dei provvedimenti governativi e nessuno si occupa delle situazioni locali. Risultato: dove si vota, il Pd è già una "telenovela".

L'unica realtà in cui la vittoria sembra sicura è Torino, città di Marchionne, dove però non c'è stata rottamazione: città e partito sono saldamente governati da Piero Fassino, ex segretario provinciale del Pci e in Consiglio comunale nel 1975. Ma il sindaco è intralciato da Chiamparino, non più renziano, che minaccia le dimissioni da governatore a gennaio e Sel ha rotto l'alleanza al motto: "Fassino ha fallito".

Per il resto sono brividi, a cominciare dalla principale "roccaforte rossa", Bologna, dove il sindaco Merola era già stato "processato" in seno al Pd per mesi e infine "assolto" e ricandidato alla vigilia dell'estate per mancanza di alternative. Da settimane è però il caos. Merola ha licenziato l'assessore alla Cultura che era a favore delle occupazioni abusive e questi ha reagito minacciando una lista civica antagonista. Allora il sindaco si è buttato a sinistra con l'assessore ai Servizi sociali (indagata per aver celebrato un matrimonio in cui l'uomo non sarebbe stato in grado di intendere e volere) che esalta le occupazioni ("Creano valore sociale"). E così quando la polizia ha proceduto allo sgombero dell'ex Telecom, Merola si è scagliato contro "i poliziotti in assetto di guerra" gelando i rapporti con prefetto, questore e Procura. A sua volta l'assessorato ai Servizi sociali è ora indagato per aver avvertito gli occupanti dello sgombero mentre il presidente della Regione, Bonaccini, prende le distanze dal Comune: "Chi occupa deve aspettarsi gli sgomberi". Il risultato è che il sindaco Pd ha scontentato l'elettorato sia sulla destra sia sulla sinistra. 

A Napoli i 5 Stelle, primo partito alle regionali, sono dati per vincenti. Il sindaco De Magistris appare in caduta libera con i quartieri sempre più invasi dalla criminalità. Il vertice renziano del Pd non sa a che "santo" rivolgersi mentre Antonio Bassolino, uscito assolto da una raffica di processi, ha annunciato la sua candidatura in polemica con Renzi. L'unica alternativa a Bassolino, novello "Conte di Montecristo" (come lo chiama Antonio Polito), non sono certo i rottamatori, ma i seguaci del presidente della Regione, De Luca (appena "scomunicato" dalla Boschi per gli attacchi alla conduzione dell'Antimafia da parte della Bindi) peraltro alla ricerca — a loro dire — di un "Maradona", cioè un candidato al di fuori del partito.  

A Roma, come è noto, il M5s è con il vento in poppa con la prospettiva di andare al ballottaggio non con il centro-sinistra, ma con il centro-destra.



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COMMENTI
09/11/2015 - Grande è il disordine sotto il cielo (Franco Labella)

Dunque la situazione è eccellente. Del resto se uno cerca di aumentare i consensi impallinando "gufi" e cercandosi un nemico a sinistra tutti i giorni non si può poi lamentare. Come leggevo ieri a proposito di quello che si muove a sinistra "Ne abbiamo viste tante, supereremo anche questa" diceva un vecchio militante del PCI. C'è un'unica osservazione alla lucida analisi di Finetti e riguarda Chiamparino definito "non più renziano". Ahimè, anche se sembrava a tutti che fosse così, c'ha pensato Chiamparino stesso a smentirci tutti. In una intervista ieri ha orgogliosamente smentito di non essere più renziano e si è definito "diversamente renziano". Fino alla morte o, più probabilmente, fino alle prossime elezioni... Del resto dopo aver sentito in tv Sandro Bondi, ex aedo berlusconiano, e la sua consorte tessere le lodi del nuovo messia di cosa ci si può più meravigliare? Il buon Flaiano c'aveva visto giusto e ai nostri giovani studenti che magari non studiano il trasformismo gli si può sempre dire di cercare almeno l'aforisma relativo scritto dall'abbruzzese.