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POLITICI A CASA/ Ecco perché Marino sì e Crocetta no

Rosario Crocetta (Infophoto) Rosario Crocetta (Infophoto)

A ciò si aggiunge il rischio del "martirio politico" che Crocetta, novello Marino in salsa siciliana, potrebbe invocare se "commissariato d'ufficio". In ciò Crocetta potrebbe mettere a frutto le sue indubbie capacità e amicizie nel campo della comunicazione in grado di fargli recuperare consensi anti-Pd che, uniti ai demeriti collezionati dal Pd da quando è al governo regionale, potrebbero tradursi in ulteriori consensi per i 5 Stelle.

Se questa è l'analisi si capisce perché anche i partiti che affermano di essere all'opposizione, non hanno interesse ad andare al voto: infatti, più i tempi si allungano, più si logorano le forze al governo, più aumentano — così sostengono — le possibilità di accrescere il loro consenso elettorale. A ciò si aggiunge la cruda considerazione che in previsione di un massiccio aumento dell'astensionismo, non è necessario andare alla ricerca di grandi consensi. Basteranno pochi voti e certi, invece che molti e incerti, come quelli conquistati sul web, buoni per un giorno o una settimana al massimo, che poi svaniscono come il vento.

In questo quadro, speriamo meno confuso di quello precedente, questo nuovo ennesimo governo regionale dovrebbe portare la Sicilia alla conclusione della legislatura. I nuovi e recenti segni di disponibilità sul piano finanziario del governo nazionale inducono a ritenere che almeno il prossimo più qualificante obiettivo, l'approvazione della legge finanziaria, dovrebbe essere raggiunto.

Basterà tutto ciò per tranquillizzare i siciliani? Crocetta sabato mattina ha sentenziato: "Sarà un governo per tutta la legislatura? Non sono un oracolo... L'importante è che ci sia Crocetta sino alla fine...''. 

Peccato, i siciliani speravano da tempo il contrario.

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