BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPILLO/ Bologna, Italia: se il centrodestra strappa a Renzi la "narrazione" nazionale

Pubblicazione:lunedì 9 novembre 2015

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Una foto - da sola - non fa narrazione: quella di Vasto 2011 fra Bersani, Di Pietro e Vendola, è stata stracciata prima ancora di ingiallire, "non-vincendo" neppure le elezioni del 2013. Quella di Berlusconi sul predellino a San Babila - era il 2007 - servì a incassare le successive elezioni politiche, ma nel breve periodo assomigliò a quella (scattata poco lontano) di Mussolini su un'autoblindo fuori dal Teatro Lirico, poco prima di Dongo. Con la differenza che - quattro anni dopo la terribile estate del 2011 - il Cavaliere è ancor vivo. Forse non del tutto vegeto, ma non irrilevante al punto di non farsi desiderare da Salvini a Bologna. E non del tutto senescente da cedere alla retroguardia dei suoi superstiti colonnelli. Su un palco e con un microfono davanti, l'ottantenne Berlusconi regge ancora tranquillamente da solo il confronto con il Grande Narratore quarantenne, installatosi a Palazzo Chigi senza aver vinto neppure una delle tre elezioni (e mezzo) messe in bacheca dal Cavaliere. Se n'è avuta prova anche ieri: senza l'icona Berlusconi è il centrodestra a non essere ancora rilevante.

A Berlusconi è mosso il rimprovero storico - forse definitivo - di non aver compiuto una vera rivoluzione italiana: di non aver condotto il Paese novecentesco fuori dalla contrapposizione ideologica e dai suoi trasformismi compromissori. Il "cattocomunismo" di scuola bolognese ne è stato la versione più alta, ambiziosa e per molti anni funzionante. Ma ora funziona sempre meno. Il centrosinistra ha riconquistato Bologna, ma il sindaco Valerio Merola non è agli annali solo per le battaglie pro unioni gay: anche per la condanna a danno erariale per l'assunzione di un dirigente senza laurea. 

Il grillismo non funzionerà mai, non vuole funzionare. Il renzismo non funziona ancora, o meglio: a nord di Bologna la democrazia elettorale gli impedisce per ora di mettersi in collaudo e lo obbliga a parlare il gergo tecnico-commissariale di un Giuseppe Sala o di un Raffaele Cantone. E lo stesso renzismo - estraneo alle stanze dei bottoni bancarie così come alle residue enclavi sindacali - è ascoltato nelle assemblee industriali solo quando dice "cose di centrodestra". Perché mai il post-berlusconismo "allo stato nascente" non dovrebbe chiedere una chance? A Bologna, da Bologna, certo. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
09/11/2015 - La bruttezza disarmante del centrodx (Pippo Emmolo)

Caro Quaglio, non hai detto "niente" sul centrodestra andato in scena ieri. E non perché la tua sulla città di Bologna non fosse una vera narrazione, ma perché "questo" centrodx non ha niente da dire. E' sospinto solo dalla voglia di potere! Perdona, Quaglio, ma a destra non quagliano! Sono divisi e a pezzi, non son stati capaci di creare una classe dirigente nuova, la loro logica è subalterna alla sinistra, la ledearship è da casta. Pensano che i moderati non voteranno mai Renzi: è vero ma dimenticano che i moderati non sono scriteriati da non mandar loro un segnale nella cabina di voto! non da destra Renzi deve guardarsi ma dallo schema di puro potere che anima anche lui. Sia di là che di qua sono convinti di sapere loro cosa è il bene comune, l'educazione, l'economia, il lavoro: tutto ciò che cala dall'alto! invece il programma si fa con i soggetti della società civile. A destra devono mettersi all'opera, aprire cantieri sui bisogni e i desideri della gente delle cento città italiane, sulle attese dei giovani che guardano al futuro. In quella piazza non sembrava esserci gente che sa ascoltare, che sente di avere dietro un popolo, che vuole rappresentarlo: erano più preoccupati di urlare con slogans, ostentare forza, affetti da umore BIPOLARE: macché ALTERNATIVA! IERI in piazza non c'era il popolo del centrodx ma le sue macerie. Il populismo di Salvini è la vera copertura del "suo" vuoto. Come si fa a scrivere che può ancora avere una chance il post-berlusconismo, Antonio, no?