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LEOPOLDA & SINDACI/ Caldarola: così il cerchio magico farà perdere Renzi

Pubblicazione:giovedì 10 dicembre 2015

Matteo Renzi e Graziano Delrio (Infophoto) Matteo Renzi e Graziano Delrio (Infophoto)

“La strada della Leopolda porta Renzi in un vicolo cieco riproponendo il primato del cerchio magico. Sono convinto che il cerchio magico condurrà Renzi alla sconfitta”. E’ la previsione di Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità ed ex parlamentare dei Ds. La sesta Leopolda, dal titolo “Terra degli Uomini”, si terrà a Firenze dall’11 al 13 dicembre. Mentre sabato a Roma ci sarà l’incontro aperto organizzato da Gianni Cuperlo cui parteciperanno anche Pier Luigi Bersani e il sindaco uscente di Milano, Giuliano Pisapia. Lo stesso Pisapia ha scritto una lettera a Repubblica, insieme al sindaco di Genova, Marco Doria, e a quello di Cagliari, Massimo Zedda, in cui afferma: “Noi, che governiamo le nostre città con un approccio ideale e non ideologico, pensiamo che in un momento così difficile e complesso sia necessario ritrovare quell'unità aperta e larga del centrosinistra che, sola, può ridare fiducia alle cittadine e ai cittadini italiani. Quelle forze sono principalmente il Partito democratico, perno e componente maggioritaria, e Sel”.

 

Partiamo dalla lettera dei tre sindaci a Repubblica. Che senso ha questo gesto politico?

Si tratta di tre sindaci dell’area non Pd che furono indicati e quindi eletti con il voto del Pd, però fuori dalle intenzioni del Partito democratico. Nella lettera c’è l’ambizione di proporre il loro modello come un punto di riferimento per le prossime amministrative. L’area politica che essi rappresentano però si è molto ristretta nel corso di questi anni e nessuno sa valutare quanto sia elettoralmente valida. A ciò si aggiunge un secondo limite: uno dei tre personaggi che propongono questa strategia, cioè Pisapia, avrebbe potuto o potrebbe candidarsi per risolvere questi problemi.

 

Renzi prima ha candidato Sala, poi ha fatto un passo indietro indicendo le primarie. Perché secondo lei?

Renzi non sa che pesci prendere perché in nessuna delle grandi città ha un suo candidato prediletto. E anche quando in passato li ha avuti, questi hanno regolarmente perso. Sala è stato indicato nell’immediatezza del successo dell’Expo, ma c’è il timore che si voti a troppa distanza dalla manifestazione e che una parte della sinistra scelga una strada autonoma. Questo spinge Renzi a una certa prudenza, cercando di far convergere tutte le forze intorno a un candidato. Se questo è Sala meglio, altrimenti il premier cambierà candidato con molta disinvoltura.

 

Pisapia ha lanciato la sua vice, Francesca Balzani. Ha le carte per vincere?

Occorre tenere conto che oggi la destra a guida Salvini è molto più aggressiva di quella della Moratti. Anche a Milano inoltre c’è l’affacciarsi del fenomeno grillino. Quindi la situazione è più complicata di quella che dovette affrontare Pisapia nel 2011. Molto dipenderà anche dal grado di unità che si riuscirà a creare intorno al candidato del centrosinistra, non solo tra le forze politiche, ma anche nel blocco elettorale che ha eletto Pisapia. Non c’è dubbio comunque che la Balzani ha le capacità e potrebbe essere un buon sindaco.

 

Lei come vede invece il futuro di Pisapia?

Pisapia è un personaggio interessante perché non ha un profilo gauchiste, pur avendo militato in Rifondazione, e quindi può svolgere un ruolo nazionale.

 

A Milano si può ripetere quanto avvenne alle Regionali in Liguria, con la sinistra divisa e la destra che vince compatta?


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